Inevitabile partire dal voto in Sardegna e dalla clamorosa vittoria sul filo di lana del candidato di centrosinistra. Un’inversione di tendenza che sta facendo preoccupare il centrodestra.
Va beh, preoccupare si fa per dire: fino a un certo punto. E’ comunque certo che, anche se piccolo, è un segnale che non può non orientare a una candidatura unica per poter sperare in una competizione con un margine di speranza. Un po’ ovunque: dal piccolo centro alla Regione. Lo strapotere della destra italiana, si sa, sta caratterizzando da decenni la politica italiana. Pavia l’ha capito, è riuscita a compattarsi e trovare il candidato del centrosinistra per le amministrative dell’8 e 9 giugno. Si tratta di Michele Lissia, consigliere comunale e segretario cittadino del Pd. Il suo profilo ha messo d’accordo tutte le forze che partecipano al tavolo del centrosinistra. E’ stata una decisione sofferta, arrivata dopo una gestazione di circa otto mesi, con una lunga serie di riunioni periodiche. A Vigevano manca ancora molto al voto, ma c’è chi, nel centrosinistra, ci sta già pensando, Nel frattempo, c’è un nome che gira da mesi. In molti la danno come possibile candidato per la carica di primo cittadino per il centrosinistra, anche se il tempo delle elezioni è ancora lontano.

Si tratta di Rossella Buratti, molto nota a Vigevano soprattutto per il suo impegno nel mondo del volontariato. «A dir la verità non ci ho neanche pensato – dice l’interessata – anche perché sono super impegnata, sia nel lavoro, ma soprattutto nelle varie associazioni di cui faccio parte». Già nella precedente tornata elettorale le hanno chiesto di entrare in lista, ma nessuno per ora le ha formalizzato la richiesta di candidarsi a sindaco di Vigevano. Magari la carica di primo cittadino potrebbe ingolosirla.
CANDIDATURA UNICA Ma si pensa ad candidatura unica per il centrosinistra alle prossime elezioni amministrative di Vigevano? C’è chi ci pensa da un pezzo, ma la difficoltà a mettere d’accordo tutti è tanta. Alle ultime comunali le diverseforze ci lavorarono per più di un anno, naufragando al momento della scelta del nome. Anche ora ci si prova, ma al di là delle dichiarazioni di circostanza sul programma il vero discrimine sarà di nuovo proprio il nome.
IL PASSO DI PAVIA Lo spunto di riflessione arriva da Pavia, che ha scelto un candidato unico per contrastare lo strapotere della destra che domina il territorio (anche se nel capoluogo la sinistra ha già vinto). «Credo che anche a Vigevano ci sia la possibilità – dice Arianna Spissu, giovane segretaria del Pd ducale – L’idea è trovare una candidatura unica, cercando nella società civile, sul fronte progressista».
PROVE DI COALIZIONE Spissu sottolinea inoltre che “prove di coalizione”, se così si possono chiamare, le stanno già facendo Pd, M5stelle e Polo laico. «Ci siamo impegnati in iniziative comuni – precisa – e si è già parlato di una possibile collaborazione futura in vista del voto, anche se è ancora presto per parlare di alleanze, che andranno costruite invece sui temi e sulle proposte in collaborazione con chi si riconosce in un’alternativa all’attuale destra, che vediamo litigiosa e con una maggioranza traballante». Si parla da tempo, sottotraccia, di un nome spendibile: Rossella Buratti? «E’ una donna che certamente si è impegnata molto, soprattutto sul fronte del volontariato – sottolinea la segretaria del Pd – ma credo sia sbagliato e prematuro parlare prima di persone. Occorre partire da un progetto condiviso e, solo a quel punto, si potranno fare dei nomi».
UNA DIREZIONE GIUSTA Una tesi sostenuta anche da Alessio Bertucci, capogruppo del Pd in consiglio comunale: «Francamente auspico che sia questa la direzione anche per superare i macroscopici errori del passato. Siamo lavorando bene e c’è sintonia tra noi, Polo laico e M5S, soprattutto in aula. E’ un punto di partenza importante da cui partire per consolidare una vera alleanza». E sul nome della Buratti? Anche Bertucci non ha dubbio: «Troppo presto fare nomi».
DA SOLI NON VA BENE Per Luca Bellazzi (Polo laico), «la candidatura unica deve essere una certezza. Ne abbiamo parlato dal giorno dopo il voto e, ovviamente, sarebbe auspicabile, anche perché da soli non si va da nessuna parte». Sul nome della Buratti, anche Bellazzi si mostra perplessa. «Per carità – precisa – è una bravissima persona, ma si è candidata?».
QUALCHE PERPLESSITA’ Silvia Baldina (M5S), sulla candidatura unica mostra qualche perplessità: «Ci si prova sempre – confida – ma durante le elezioni precedenti sul rappresentante della società civile che doveva rappresentare la coalizione non si è arrivati a un accordo e ognuno se n’è andato per conto suo. L’idea di un candidato unico è certamente buona, ma si riuscirà a trovare un accordo? Se non sbaglio, in quell’occasione è stato chiesto anche alla Buratti se era disponibile, ma forse c’era qualche problema di incompatibilità e la proposta è sfumata».
IN DISACCORDO Piero Marco Pizzi, che alle precedenti elezioni aveva sostenuto Bertucci, fa capire di avere nel cilindro una candidatura per il suo gruppo civico. Lontano dall’idea della candidatura unica. Niente accordo di coalizione, dunque.
Massimo Sala

