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Per il 62.3% una donna può sempre sottrarsi a un rapporto sessuale se vuole, il 50.8% dichiara di aver subito almeno una volta una forma di molestia fisica. E’ il risultato di un sondaggio realizzato tra gli studenti dell’istituto Casale di Vigevano al quale hanno risposto in 183 (oltre un quinto del totale), di cui il 60.6% ragazze, il 36% ragazzi e il 3.4% non binario.
L’INDAGINE L’inchiesta, organizzata dagli studenti che partecipano al giornale scolastico “Voci di Corridoio”, ha preso spunto dal report di Istat “Stereotipi di genere e immagine sociale della violenza”, di cui lo scorso novembre sono stati pubblicati i risultati provvisori. Nel sondaggio si chiede agli intervistati il grado di adesione rispetto a determinate affermazioni per valutare la percezione dei ruoli e della violenza di genere da parte degli italiani.
Ad esempio per il 21.4% del campione nazionale “Gli uomini sono meno adatti a occuparsi delle faccende domestiche”, per il 20.9% “Una donna per essere completa deve avere figli”, per più di tre su dieci “Le donne che non vogliono un rapporto sessuale riescono a evitarlo”.
TRA I GIOVANI Ed è proprio su questa domanda che c’è il divario più ampio tra gli studenti del Casale e il campione Istat. Il 62.3% degli alunni e delle alunne vigevanesi è fortemente convinto che, se si vuole, una via d’uscita si trova, una risposta che si presa a una duplice lettura: da un lato potrebbe essere un eccesso di fiducia nelle proprie forze o una mancata percezione del pericolo – visto che la maggior parte dei rispondenti sono ragazze – dall’altro una colpevolizzazione della vittima che del resto si evidenzia anche nel dato nazionale. Le risposte date alle altre domande sembrerebbero andare in direzione della prima ipotesi, in quanto il 49.2% è in forte disaccordo rispetto all’affermazione “Dare un bacio senza consenso non è una forma di violenza”, il 65.6% rispetto a “Toccare una persona senza consenso è normale”, il 74.9% rispetto a “Le donne serie non vengono violentate”. Eppure ci sono anche valutazioni più divisive, perché se per il 43.7% è inaccettabile pensare che “Se una donna si veste in maniera provocante si espone al rischio di violenza”, per il 14.8% è il contrario, se per il 44.8% lo è affermare che “Spesso le accuse di violenza/molestie sono esagerate”, per il 13.7% una forma di esagerazione c’è.

VISSUTO Accanto alle percezioni l’indagine del Casale ha preso in esame anche le esperienze, limitatamente al campione femminile o che si è dichiarato omosessuale (uomini e donne) o non binario, in tutto 120 persone (più di un quarto del totale). Il 43.3% ha subito più volte apprezzamenti indesiderati o molestia verbale, il 32.5% ha subito palpeggiamenti indesiderati almeno una volta nella vita e il 18.3% in diverse occasioni, più di uno su due, nel 35.8% dei casi a scuola. Meno attestato lo stalking, dichiarato dal 32.5% dei rispondenti.
FLIPPED RUOLI Per quanto riguarda l’immagine dell’uomo e della donna, il 66.7% non crede che “Gli uomini sono meno adatti ai lavori domestici”, il 70.5% che “Per l’uomo, più che per la donna, è importante il successo nel lavoro”, il 69.4% che “E’ compito delle madri seguire i figli”, il 45.9% che “E’ l’uomo che deve provvedere alle necessità economiche della famiglia”, ma è interessante notare che per tutti questi enunciati c’è uno zoccolo duro del 10-13% che si pronuncia d’accordo, un dato comunque più basso di quello rilevato da Istat a livello nazionale. Infine – e qui sembra di percepire il peso delle giovani donne nella convinzione della risposta – il 70.5% è del tutto in disaccordo con l’affermazione che “Una donna per essere completa deve avere figli” e il 66.7% che “I ragazzi sono più portati delle ragazze nelle materie scientifiche”.
Giuseppe Del Signore

