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Neet e dispersione scolastica. Qual è la situazione delle scuole a Vigevano e in Lomellina? Nella secondaria di primo grado sono pochi gli studenti a rischio di rientrare nel primo ambito, nella secondaria di secondo grado l’anno scolastico in corso ha visto il pieno uso delle risorse Pnrr previste per il contrasto alla dispersione.
ALLE SUPERIORI «Abbiamo avuto i fondi Pnrr per la dispersione, abbiamo fatto e stiamo facendo tantissime cose – dice il dirigente scolastico dell’istituto Casale Elda Frojo – siamo partiti la scorsa primavera con dei test per individuare le difficoltà dei ragazzi iscritti in prima, quindi abbiamo avviato dei corsi di recupero delle competenze di base che andranno avanti anche nella parte conclusiva dell’anno scolastico. Per il triennio abbiamo organizzato dei laboratori per potenziare le loro abilità» in relazione alle competenze d’indirizzo. Un’altra iniziativa è stata il mentoring, che prevede un rapporto di 1:1 tra studente e docente per lavorare su modalità di apprendimento e metodo di studio. «Abbiamo individuato ragazzi che avessero difficoltà negli studi, creando percorsi di mentoring. Abbiamo coinvolto almeno 400 studenti su 856 ragazzi totali». All’Omodeo di Mortara il dirigente Stefania Pigorini precisa che, come per la maggior parte dei licei, «non abbiamo avuto finanziamenti specifici da Pnrr perché i tassi di dispersione erano inferiori a parametri ministeriali. Con fondi nostri organizziamo attività di sportello individuale e/o corsi di recupero e di approfondimento extracurricolari. Abbiamo attivato anche lo sportello di ascolto psicologico». Nel dettaglio «a rischio dispersione sono davvero pochi: sotto ai 20». Più attenzione in questo ambito all’istituto Pollini, di cui Pigorini è reggente:
Abbiamo ottenuto cospicui finanziamenti anti dispersione e abbiamo attivato oltre 100 percorsi individuali di mentoring per studenti più fragili per lavorare sia nell’ambito del recupero sia nell’area della motivazione.
ALLE MEDIE Giovanna Montagna, che presiede l’Istituto comprensivo di Viale Libertà spiega che «nella scuola secondaria di primo grado i Neet sono davvero in numero limitato e sono spesso legati a situazioni di disagio familiare». Invece per quanto riguarda la dispersione scolastica «abbiamo avviato il progetto “Tutti a bordo!”. Nello specifico, il progetto prevede percorsi di mentoring e orientamento, di potenziamento delle competenze di base, di orientamento con il coinvolgimento delle famiglie, laboratoriali co-curriculari». Gabriele Sonzogni, dirigente scolastico all’Ic di Gambolò racconta che «alle scuole medie di Gambolò e Tromello stiamo seguendo pochi alunni: grazie ai fondi del Pnrr abbiamo realizzato progetti legati al disagio scolastico che hanno previsto mentoring e coaching per 37 edizioni, percorsi specifici di 20 ore in rapporto 1:1: esperto e studente. In tutto sono 10 gli studenti».
Isabella Giardini

