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«Prendersi cura del capitale umano per sollecitare la nascita di una nuova classe di lavoratori e di mestieri. Un cambiamento che deve essere intrapreso per poter raggiungere i livelli degli Its presenti in Germania». A dichiararlo Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia presso la Scuola di direzione aziendale dell’università Bocconi di Milano.
POTENZIALITÀ Un sistema, quello degli Its, che su suolo tedesco sta dando molti frutti, a differenza dell’Italia dove la strada da fare è ancora molta. «Il sistema Its ha grandi potenzialità – spiega Carnevale Maffè – ma siamo molto indietro in termini di consapevolezza delle imprese, di risorse didattiche necessarie per trasferire la conoscenza e di percezione del valore da parte di studenti e famiglie». Si tratta quindi di una catena di valori che nella penisola necessita di essere irrobustita.

Nella vicina Germania ci sono scuole vocazionali con centinaia di migliaia di studenti aderenti – continua il docente universitario – mentre in Italia gli Its non sono ancora posizionati in maniera chiara sul tema della catena valore.
FATTORI A giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo degli Its sono le comunità aziendali forti, docenti credibili e preparati, così come famiglie e studenti che comprano quel modello formativo. «Queste tre condizioni ancora non ci sono in Italia – spiega Carnevale Maffè – per questo bisogna innanzitutto lavorare sulla mentalità delle aziende, le quali devono capire e formare un capitale umano sulla cultura aziendale specifica del territorio. Non da meno è la classe docente, fondamentale nella somministrazione delle competenze operative e non solo teoriche, una classe che deve arrivare direttamente dal campo».
SOTTOVALUTAZIONE Fattore determinante nel decollo degli Its è la fiducia da parte di famiglie e studenti, che non conoscono le potenzialità in termini di competenze acquisite e di occupazione (superiore a una laurea). «Le famiglie spesso associano gli Its a un basso rating professionale, preferendo istituti come i licei. Bisogna scardinare questa concezione assolutamente sbagliata, le istituzioni devono creare questa consapevolezza, sollecitando le aziende a dire “prendetevi cura del capitale umano” e diventando realtà attive».
Rossana Zorzato

