In pochi a correre per la poltrona

Pochi candidati, soprattutto nei comuni di piccole dimensioni. Nonostante manchi poco meno di due mesi alle elezioni amministrative di giugno, i cittadini di diversi centri del territorio lomellino non hanno ancora ben chiari i nomi di coloro che proveranno a prendere in mano la vita politica dei propri elettori nel corso dei prossimi 5 anni. Se ci si trova dinnanzi a delle scelte decisamente limitate, risulta difficile poter pensare a una sorta di cambiamento amministrativo rispetto al passato. Nel centro più piccolo della Lomellina, Villa Biscossi, il sindaco uscente Rino Viganò, che ha governato anche dal 2004 al 2009, non dovrebbe ricandidarsi, ma in un comune con 61 abitanti è difficile trovare volti nuovi.

SCALDA-“SOLO” Nel 2019 fu corsa a tre tra lo stesso Viganò, Simone Casale e Luca Visentin, con quest’ultimo pronto a riprovarci. A Scaldasole al momento pare esserci un unico candidato, vale a dire Luigi Rabeschi, già consigliere di maggioranza nell’amministrazione che fa capo all’attuale sindaco Alberto Bonadin. Proprio Bonadin era stato l’unico candidato nelle elezioni di 5 anni fa. Meno abitanti hanno i comuni e meno cittadini, che non abbiano vissuto esperienze passate all’interno del Municipio, sembrano intenzionati a presentare la propria candidatura: in vista di giugno sembra questo l’assioma in Lomellina. A Zeme l’attuale sindaco Massimo Saronni, in caso si dovesse ricandidare e venisse riconfermato, sarebbe al secondo mandato. Tre i candidati in corsa nel 2019: oltre a Saronni, Paolo Pomati e Pierangela Marangon. Non molto diversa la situazione di San Giorgio, visto che alle elezioni di 5 anni fa i cittadini hanno avuto modo di scegliere tra due soli nomi: quello di Angelo Antonio Chiabrera e Giovanni Bellomo, attuale sindaco, che deve ancora sciogliere i dubbi su un’eventuale nuova candidatura.

CONTINUTA’ A Ottobiano incerta la ricandidatura di Serafino Carnia, che raggiungerebbe il terzo mandato, se si presentasse nuovamente alle urne, in caso di vittoria, taglierebbe i 15 anni di amministrazione. E la sinfonia non cambia nemmeno se si considerano i comuni con poco più di 1400 abitanti. Poca possibilità di scelta a livello di nomi anche a Carbonara Ticino, dove in caso di ricandidatura e riconferma, l’attuale sindaco Stefano Ubezio giungerebbe al terzo mandato. Nel 2019 prevalse su Gilberto Gorla, unico sfidante. Dovunque si guardi, le novità e le alternative sono remote.

ECCEZIONE L’unica eccezione sembra essere rappresentata da Candia, comune nel quale sono tre le liste che hanno già annunciato la loro discesa in campo. Certa la presenza delle liste di Antonio Brianta, figlio di Giuseppe Brianta, vice sindaco dal 2004 al 2014 con il sindaco Carlo Brocca, e di Antonio Parisi, candidato nel 2019 nella lista di Stefano Conti, ma poi non eletto. L’ex assessore Davide Brunelli sta formando una propria compagine, mentre il sindaco uscente Stefano Tonetti rimane in dubbio. Passando a comuni con più di 2000 abitanti, a Zinasco il primo cittadino Massimo Nascimbene in caso di riconferma sarebbe al terzo mandato elettorale. A Lomello si profila una lotta a due tra Silvia Ruggia, sindaco uscente che si ricandiderà per il terzo mandato, e Tina Magenta: una sfida a tinte rosa, così come nel 2019, quando Ruggia vinse su Maria Erminia Raineri.

Piccoli comuni, liste civiche in bilico tra indipendenza e legami coi partiti

Elezioni comunali 2023

Difficile trovare i candidati nei piccoli comuni? C’è chi dice che non ci sono assolutamente dubbi. Nei piccoli centri si candidano persone solo nelle liste civiche e anche chi appartiene a un movimento politico tradizionale cerca in qualche modo di defilarsi e apparire “civico”. Altri invece sostengono che l’appartenenza ai vari movimenti politici non è tenuta nascosta.

CIVI(N)CO La formula della “lista civica” va però per la maggiore e pare abbia più consenso di chi si presenta dietro un’etichetta politica. «Nei paesi piccoli ci sono prevalentemente liste civiche. Non mi risulta comunque che rappresentanti del nostro movimento abbiano difficoltà a trovare candidati. Anzi…». Claudio Mangiarotti, segretario provinciale di Fratelli d’Italia, è tutt’altro che pessimista su questo fronte. Analoga posizione anche per Jacopo Vignati, rappresentante provinciale della Lega. «Non abbiamo assolutamente nessuna difficoltà – dice convinto – Abbiamo coperto quasi tutti i piccoli comuni, anche se spesso quello che appare è il simbolo delle civiche. Questo non vuol dire che non ci sia nessuno a mettersi in gioco per il nostro partito».

VALLI A TROVARE Simone Marchesi, segretario provinciale del Pd, precisa che «non è facilissimo trovare candidati, ma nemmeno complicato. Soprattutto se la scelta viene fatta all’ultimo momento, diventa difficile trovare persone disposte a mettersi in gioco. In alcune circostanze è evidente una disaffezione generalizzata verso la politica. C’è sicuramente del lavoro da fare. Una cosa è comunque certa: per candidarsi non c’è certamente ressa». Simone Verni, del Movimento 5 stelle, ammette la difficoltà nel trovare candidature:

Sì, è vero, è sempre più difficile trovare persone interessate alla politica. Il disinteresse nel mettersi in gioco anche sul fronte delle candidature è una realtà diffusa a livello generale.

Antonello Galiani, neo segretario pavese di Forza Italia, è invece ottimista: «Nei comuni piccoli la maggior parte dei candidati appartengono a liste civiche. Va detto comunque che, pur non apparendo il simbolo dei partiti tradizionali, che invece sono presenti nei centri medio grandi, in molti casi anche nei paesi piccoli ci sono tanti candidati che direttamente o indirettamente sono legati al nostro partito».

Edoardo Varese, Massimo Sala

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