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Dall’attrattività alla sicurezza, fino al lavoro sulla macchina comunale sono questi i temi che sono alla base dei programmi dei tre candidati sindaci alle prossime elezioni comunali di Cassolnovo.
Il sindaco uscente Luigi Parolo, candidato per “Fare per Cassolnovo” punta sulla cassolesità Per il candidato di “Obiettivo Cassolnovo”, Simone Cocchetti, è fondamentale rendere il paese appetibile anche a chi non lo vive. Infine Gianfranco Delfrate, candidato di “Un paese per tutti”, punta sulla sicurezza.
Tre idee diverse di paese, tre modi diversi di impostare la politica e tre visioni del mondo incompatibili. Sono quelle dei tre candidati alla poltrona di sindaco di Cilavegna Giovanna Falzone (uscente), Giuseppe Colli (vicesindaco uscente) e Manuel Maggio, alla sua prima esperienza. L’idea di Maggio, della lista civica “Attiva Cilavegna” è quella di una Cilavegna in cui nessuno viene lasciato indietro. Una città in cui efficacia ed efficienza vanno di pari passo per assicurare a tutti i cittadini un’adeguata qualità della vita. Il sindaco uscente Giovanna Falzone si presenta con “Scelta Civica per Cilavegna”, ed è sostenuta da Forza Italia. Prerogative della lista sono la riqualificazione della piazzola ecologica e ripristino graduale asfalti con interventi su marciapiedi. Il terzo candidato è l’ex sindaco, ed ex vice di Falzone, a sua volta vice di Colli nelle due amministrazioni precedenti. Colli si presenta con la lista “Insieme per Cilavegna”, sostenuta da Lega e Fratelli d’Italia.
Per Colli, non c’è una prima cosa da fare, ma vi sono parecchi problemi, alcuni in fase di risoluzione, altri ancora da affrontare.
A San Martino Siccomario Alessandro Zocca è alla ricerca del terzo mandato con la lista civica “San Martino Dritti al Punto Zocca sindaco” e la sua idea di fondo per progettare la San Martino del futuro. Andrea Viola, dirigente d’azienda per 15 anni e da qualche mese insegnante, è il candidato della lista “Insieme Per San Martino Viola Sindaco”. Maria Giovanna Prato, referente del circolo di San Martino di Fratelli d’Italia e assessore ai lavori pubblici e privati dal 2009 al 2014, è la terza candidata.
Una corsa a tre tutta al femminile a Cava Manara. Silvia Montagna, attuale vicesindaco con delega ai tributi, si candida con la lista “Passione, idee, novità, impegno”, Stefania Mellera, consigliere di minoranza uscente, è in corsa con “Progetto Cava”, Claudia Montagna, già prima cittadina fino al 2014, cerca un terzo mandato. Silvia Montagna vorrebbe raccogliere il testimone di Michele Pini e punta su un paese a misura d’uomo. Mellera «al recupero dell’ex poliambulatorio Ats e alla la riqualificazione del campo sportivo di Mezzana Corti». Stessa idea anche per Claudia Montagna, che nei primi 100 giorni applicherebbe l’avanzo di amministrazione per questi due progetti.

Mezza Italia alle urne
Quasi metà dei comuni italiani è chiamata alle urne sabato (dalle 15 alle 23) e domenica (dalle 7 alle 23). Il 47% dei municipi della penisola, 3710 in tutto, di cui 228 con più di 15mila abitanti e 3482 con meno; 29 i capoluoghi di provincia, di cui tre in Lombardia ovvero Bergamo, Cremona e Pavia. A livello regionale sono 960 le amministrazioni che saranno rinnovate, di cui 122 in provincia di Pavia.
LOMELLINA I centri lomellini al voto sono 36, dal più grande Cassolnovo (6762 residenti al censimento 2021, che è quello che fa fede per il ministero dell’Interno) al più piccolo Villa Biscossi (61). Essendo tutti al di sotto dei 15mila abitanti non è previsto un secondo turno per l’elezione del sindaco, cioè non ci sarà un ballottaggio tra i due candidati più votati (previsto nei municipi più grandi nel caso in cui nessuno raggiunga la maggioranza assoluta al primo turno, come potrebbe accadere ad esempio a Pavia), ma il sindaco sarà colui o colei che otterrà anche solo un voto in più degli sfidanti (sistema maggioritario), il che rende la sfida particolarmente accesa in quelle città in cui ci sono 3 o più candidati e la contesa elettorale sarà decisa da qualche decina o centinaio di consensi. A Sartirana, dove c’è un solo aspirante primo cittadino, affinché la tornata elettorale sia valida dovrà votare almeno il 40% degli aventi diritto e il candidato dovrà ottenere almeno la metà dei voti validi espressi.
ELETTORATO ATTIVO Gli elettori dovranno presentarsi alle urne con documento d’identità e scheda elettorale e potranno esprimere il proprio voto barrando il nome del candidato sindaco e/o la lista a lui collegata. Nei comuni con meno di 15mila abitanti non è ammesso il voto disgiunto: se si barra il nome di un sindaco e una lista non collegata al primo il voto sarà annullato. Contestualmente al voto espresso per il primo cittadino si potrà indicare anche la propria preferenza per il consiglio comunale; nei centri con meno di 5mila abitanti è possibile scrivere il nome di un solo candidato consigliere, in quelli tra 5mila e 15mila se ne possono segnalare due, rispettando l’alternanza di genere (una donna e un uomo o viceversa, altrimenti la seconda preferenza sarà annullata).
IN AULA In consiglio approdano 12 membri nei comuni con meno di 3mila abitanti, 16 in quelli tra 3mila e meno di 10mila. I due terzi degli scranni sono assegnati alla lista collegata al candidato sindaco eletto, quindi rispettivamente 8 e 11, i restanti 4 e 5 sono distribuiti su base proporzionale tra tutte le altre liste.
Ab, Ev, Gds

