Raddoppio neanche “col binocolo”

Il raddoppio tra Albairate e Abbiategrasso? Non si farà prima del 2028: e l’allungamento del doppio binario verso Vigevano e la Lomellina non esiste, neppure sulla carta. Questo è quanto risulta scritto nel piano commerciale di Rfi, pubblicato pochi giorni fa e contenente gli aggiornamenti e i cronoprogrammi dei lavori sulle tratte ferroviarie in tutto il paese. Il 2028, per la tratta che collega la Lomellina alla metropoli, non è però un’orizzonte ben definito, una deadline da rispettare: si tratta un numero, oltre al quale dilazionare tutto ciò per cui non disponibilità economica (è il caso del tratto tra Albairate e Abbiategrasso) o neppure un progetto (ovvero il doppio binario sul resto della linea). Un modo come dire che il raddoppio della Milano-Mortara si farà in un generico “dopo”.

PENDOLARI Una notizia che, pur prevedibile, ha causato le ire del comitato pendolari Mimoal, che da anni invoca un ripensamento del raddoppio per vederlo attuato. Il comitato punta il dito non tanto contro Rfi, quanto sulla politica locale accusata di muoversi poco concretamente. «Alcune settimane fa alcuni consiglieri regionali del partito del presidente Fontana e del ministro Salvini si sono fatti paladini del raddoppio ferroviario Albairate-Mortara cercando sponda nel ministro stesso e immaginando un finanziamento già dal 2025» si legge infatti in una nota del comitato: il riferimento, tra gli altri, è al consigliere regionale Andrea Sala, ex sindaco di Vigevano che assieme alla collega Silvia Scurati con una mozione (approvata) aveva chiesto al Pirellone di impegnarsi con governo e Ministero per ottenere le risorse necessarie all’opera. L’ennesima dichiarazione di intenti disattesa, per i pendolari, che sul doppio binario continuano a proporre una soluzione alternativa: «E’ notizia ufficiale di martedì 14 ottobre che Rfi nel piano commerciale della rete prevede il raddoppio Albairate-Abbiategrasso solo dal 2028 forse; del tratto fino a Mortara nemmeno una parola».

Noi riteniamo invece dirimente che il raddoppio parta da Mortara perché qua ci sono le condizioni più favorevoli e incaponirsi sul tratto Albairate-Abbiategrasso fa perdere continuamente tempo visto che quel territorio non è convinto dell’opera.

DA MORTARA Quella di un raddoppio i cui lavori partano dalla città dell’oca è una soluzione che Mimoal mette sul piatto da tempo e che anche Trenord e le Ferrovie dello stato non reputerebbero, con vari gradi di “ufficiosità”, campata per aria. Ma al di là delle dichiarazioni, i fatti sono altri: sfumata ormai quasi un anno fa la possibilità di vedere realizzato il tratto Albairate-Abbiategrasso con i fondi del Pnrr (troppo alti i nuovi costi dell’opera, oltre 270 milioni a fronte dei 120 messi a disposizione dall’Europa) non esiste a oggi alcuno stanziamento di denaro dedicato al raddoppio. Da Palazzo Lombardia considerano la mozione approvata a inizio ottobre lo strumento più efficace per sollecitare chi di dovere: fonti interne assicurano che il documento sarà sottoposto a Rfi e che già dal prossimo anno ci saranno novità. Eppure, in consiglio regionale, lo scorso 1 ottobre, al momento della votazione, il sottosegretario Mauro Piazza, nell’annunciare il parere favorevole della giunta aveva specificato come il raddoppio tra Albairate e Abbiategrasso fosse atteso entro, e non oltre, il 2028. Una semplice preposizione che però fa la differenza: basandosi su un cronoprogramma ormai vecchio si è dato per scontata una data, trovandosi però in ritardo come i treni che, ogni mattina, scaricano vagonate di pendolari a porta Genova.

Alessio Facciolo

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