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«Vivo a Barcellona, amo l’Italia e non mi sento in colpa a essermene andato: il tema sono l’attrattività e le condizioni di lavoro che offre l’Italia». Luca Brogin, 32enne vigevanese, è parte di quell’8% almeno di laureati che vive all’estero depauperando ulteriormente il capitale umano italiano. Laurea in “Economia, management e finanza” alla Bocconi, master a Barcellona, dove era arrivato per fare un po’ di esperienza internazionale, ma di cui si è innamorato fino a decidere di rimanerci anche in virtù di una proposta lavorativa allettante: «Sono – spiega – ormai 10 anni che mi sono trasferito a Barcellona. Attualmente ricopro il ruolo di responsabile formazione e sviluppo in Allianz Tecnology».

ATTRATTIVITA’ Anche se «non nascondo che ho iniziato ad amare ancora di più l’Italia proprio quando sono partito», Brogin non sente un particolare “debito” verso l’Italia che lo ha formato. «So bene che si parla molto del tema della “fuga dei cervelli”, ma io credo che la questione non sia tanto il problema di persone che vanno via a studiare e poi non tornano, quanto il fatto che l’Italia non è capace di rimpiazzare queste persone attirando talenti internazionali. Credo sia fisiologico che delle persone hanno il desiderio di provare nuove esperienze e nuove opportunità fuori dal paese d’origine, infatti anche in Spagna si parla di fuga di cervelli». Quindi
non mi sento assolutamente in colpa. Il tema sono le condizioni di lavoro che l’Italia può offrire ai suoi giovani: in Spagna ormai molte aziende hanno un orario di lavoro aggiustato avendo a cuore anche la qualità della vita dei lavoratori;
il venerdì si lavora fino alle 15 e durante i mesi estivi si lavora, tutti i giorni, non oltre le 14. Non è tanto una questione di salario quanto di avere un modo avanzato di intendere il benessere delle persone. Queste sono cose che fanno tanto».
OFFERTA Inoltre «credo che avere una esperienza internazionale sia una cosa importantissima perché ti permette di entrare a contatto con moltissime culture uscendo da quella che è la bolla locale» e, quanto a stile di vita, Barcellona «non è diversissima dall’Italia, mi pace molto il fatto che sia una città che ti permette di vivere le esperienze di una metropoli ma essendo, allo stesso tempo, vicina alle montagne e affacciata sul mare. Questa combinazione è molto rara».
Edoardo Casati


