Forza Italia boccerà Forza Italia, mandando a casa Marzia Segù, attuale sindaco “azzurro” in carica? Lo farà ora, dopo l’arresto del primo cittadino leghista Andrea Ceffa, in carica fino alla fine del novembre scorso, quando è stato arrestato e sospeso dalle sue funzioni dal prefetto? In una situazione al limite del surreale, il destino di un’intera città sembra essere appeso a un filo.
IL CASO Il sindaco, al centro di una vicenda giudiziaria che lo vede agli arresti domiciliari, ha presentato una istanza per la revoca della misura cautelare, mentre il consiglio comunale si prepara a votare una mozione di sfiducia. Un voto che non deciderà comunque le sorti della giunta: l’equilibrio è perfetto, con 12 consiglieri favorevoli e 12 contrari. Questo stallo riflette una spaccatura interna che attraversa maggioranza e opposizione, alimentando l’incertezza politica e amministrativa. Nel frattempo, incombe la scadenza legata all’approvazione del bilancio comunale, passaggio cruciale per evitare il commissariamento dell’ente. Tuttavia, una possibile deroga potrebbe dare un po’ di respiro alla giunta e alle forze politiche.

DIBATTITO Al centro del dibattito politico locale c’è Forza Italia, o meglio “due Forza Italia”, quella che governa e quella che sta all’opposizione. La storia è nota e il “tormentone” dura da due anni, da quando è scattata l’ormai celeberrima “congiura di Sant’Andrea”, un blitz architettato convincendo gran parte dei consiglieri a dare le dimissioni per far cadere la giunta Ceffa. La congiura però fallì il giorno prima, perché un consigliere presentò prima le dimissioni per poi revocarle poche ore dopo. Ed è proprio su questo pastrocchio che stanno ancora indagando gli inquirenti, dopo aver già effettuato quattro arresti e aver quasi decapitato l’intero vertice di Asm, come abbiamo informato dettagliatamente nei numeri scorsi del nostro giornale. La questione continua ad essere giudiziaria ma anche politica, con una città di oltre 60mila abitanti che rischia la paralisi.
PRUDENZA Il segretario provinciale di Forza Italia, Antonello Galiani, ha scelto una linea di garantismo, sottolineando che ogni giudizio definitivo deve essere riservato agli esiti del procedimento giudiziario.
Non possiamo condannare un sindaco senza attendere che la giustizia faccia il suo corso – dice – Stiamo a vedere l’evoluzione dei fatti. Ci auguriamo che tutto finisca in nulla.
E poi boccia la mozione di sfiducia. «Chiediamoci se ci sarebbe stata se non fosse accaduto tutto quello che è accaduto». Un Galiani molto politico, che ricorda il fatto che «comunque devo continuare a parlare con la Lega e Fratelli d’Italia». Insomma, l’ordine di scuderia è prudenza. La stessa prudenza che esprime anche il segretario cittadino di Forza Italia, Marco De Marziani. «Tutto è bloccato e ingessato a livello di numeri – sottolinea –. Domina lo stallo ed è prematuro, al momento, dire cosa faremo o cosa non faremo». De Marziani sottolinea poi che nella convocazione del prossimo consiglio, previsto per il 17 dicembre, mancando la relazione dei revisori, non si potrà parlare di bilancio.
PREOCCUPAZIONE Alessandro Rubino, capogruppo della Forza Italia “governativa”, smarcatosi da tempo dalle posizioni ufficiali del partito, invita tutti ad una riflessione: «Non possiamo permetterci di congelare la città, soprattutto su alcuni progetti importanti. Quello che sta succedendo ci preoccupa molto ma non vogliamo assolutamente intervenire sul lavoro della magistratura. Trovare un percorso che non blocchi Vigevano è comunque una responsabilità di tutti». Una linea di pragmatismo che sembra aleggiare tra gregari e protagonisti e potrebbe prevalere sui tatticismi politici.
Massimo Sala

