Usare l’Intelligenza Artificiale per una migliore gestione della risorsa idrica. La Cina ci sta provando e ci sta lavorando, con il progetto Twin Yellow River digitale, “Fiume Giallo gemello digitale”, che prevede la costruzione di una piattaforma di IA in grado di consentire la tutela dell’acqua e il controllo della disponibilità attraverso un processo di recupero e analisi di dati del territorio, in modo da poter rispondere alla domanda di questo bene primario anche durante situazioni climatiche estreme.
PROGETTO CHE PIACE La Lomellina, così come in generale la Lombardia, ci pensa, o meglio ha già iniziato a orientarsi verso questa direzione: «Già nel 2022, quindi tre anni fa – spiega Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia – in piena siccità abbiamo iniziato a lavorare su qualcosa del genere, su dei modelli predittivi. Questi sfruttano risultati noti per sviluppare o addestrare un modello che può essere usato per prevedere valori di dati diversi o nuovi. Il 2022 è stato l’anno peggiore dal punto di vista della siccità che ha colpito la nostra zona e il fiume Po, da cui arriva il principale approvvigionamento d’acqua per le risaie, determinando una perdita nella produzione di riso di oltre il 30%».
Per questo abbiamo iniziato a lavorare su progetti e modelli di analisi, raccolta e elaborazione di dati che tengano conto non solo dei bacini fluviali, ma anche dei laghi, dello scioglimento dei ghiacciai, dell’assenza o della presenza di neve sulle Alpi e di come la falda può essere ricaricata nei mesi invernali con l’acqua reflua dei depuratori. Sono tutti temi su cui con i nostri soci ci confrontiamo quotidianamente.
USARE L’IA Dal 2022 a oggi sono trascorsi tre anni e nel mentre nel 2024, con un picco tra ottobre e novembre, in Lomellina si è presentato il problema opposto alla siccità, vale a dire precipitazioni abbondanti e una piovosità che è stata causa di ritardi nella raccolta del riso, ma anche di sorgo e mais. Per questo per Lasagna un uso più consapevole dell’IA in ambito agricolo diventerà sempre più imprescindibile nel corso dei prossimi anni: «Come Confagricoltura – prosegue – ci stiamo indirizzando a un modello di “work in progress” che proceda verso questa direzione. Analizziamo con frequenza bisettimanale l’andamento delle precipitazioni, il fabbisogno irriguo e lo stato in cui vertono le falde, in modo da studiare soluzioni tenendo conto delle situazioni che ci ritroviamo ad attraversare. Si tratta di una pluralità di gestione che dal punto di vista della programmazione ci vede addirittura anche davanti a un colosso come la Cina». Di siccità, Intelligenza Artificiale e di progetti legati all’agricoltura del territorio si parlerà anche nel convegno di Confagricoltura che si terrà alle Rotonde di Garlasco martedì 1 aprile.
LA POSIZIONE DI CIA In merito all’IA non chiude a priori le proprie porte Cia Pavia, sebbene mostri più cautela: «Sicuramente la strada dell’IA – sottolinea Paola Fugagnoli, direttrice di Cia Pavia – darà e può dare risultati positivi anche in ambito agricolo. Naturalmente per poter pensare a introdurre qualcosa di simile al “Twin Yellow River digitale” serve un percorso di studio e informazione di almeno un paio d’anni. L’eventuale assenza da una parte o una gestione poco corretta dall’altra della risorsa idrica influiscono in modo diretto sulla filiera alimentare nazionale, causando inevitabilmente un aumento dei prezzi dei prodotti a danno dei consumatori. Siamo favorevoli a progetti che possano consentire di avere sempre e comunque la disponibilità di acqua, anche durante condizioni estreme, ma serve tempo e soprattutto occorrono risorse economiche».
Edoardo Varese

