Pochi spazi e aree per svolgere attività di gruppo, celle piccole (ognuno a due posti), carenza di personale sanitario e problemi di infiltrazione dal tetto.
CRITICITÀ Sono queste le principali criticità evidenziate dall’associazione Antigone che lo scorso 15 aprile ha preparato un report dopo aver visitato la casa di reclusione di Vigevano situata a Piccolini. Antigone è un’associazione con sede centrale a Roma che si interessa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario. E la situazione del carcere di Vigevano segnalata dall’osservatorio di Antigone è critica: «Il tasso di sovraffollamento – spiega l’associazione – è del 150 per cento: 365 detenuti a fronte di 242 posti regolamentari. Le donne sono 80, mentre gli stranieri sono 179, pari al 49 per cento del totale. Una percentuale molto più alta rispetto a quella registrata nelle altre due case di reclusione lombarde, Bollate e Opera, dove la maggiore integrazione con il territorio milanese garantisce una presenza più consistente di volontari e associazioni capaci di colmare, almeno in parte, le carenze strutturali e istituzionali». Rosalia Marino, direttrice della casa di reclusione di Vigevano, precisa però che
se si fa il raffronto con altri istituti della Lombardia, il nostro carcere non risulta sovraffollato. Il 15 aprile, in occasione della visita di Antigone, erano presenti 366 detenuti a fronte di una capienza tollerabile di 465.
COPERTURE DA RIFARE Un altro problema evidenziato da Antigone è la filtrazione d’acqua: «L’acqua – scrive Antigone – filtra in varie sezioni del carcere, tra cui la “sartoria”, uno spazio di lavoro del reparto femminile di alta sicurezza. C’è un secchio appoggiato sulla presa elettrica per raccogliere l’acqua che scende dal soffitto». Una parte di interventi per sistemare le coperture è però già stata avviata: «Il carcere – chiarisce Marino – ha senza dubbio tanti problemi da molti anni a causa delle condizioni delle condizioni delle coperture e quindi di infiltrazioni d’acqua, ma come ho già avuto modo di riferire alla delegazione di Antigone, i lavori di rifacimento di tutte le coperture dell’istituto con anche il posizionamento di pannelli fotovoltaici sono già stati finanziati e una parte degli interventi è già stata ultimata. Il Dap e il Prad hanno stanziato molti fondi per questo istituto: molti lavori sono già stati ultimati ed altri sono stati programmati e finanziati».

PROGETTI LAVORATIVI Antigone ha posto l’attenzione anche sui progetti di impiego lavorativo per i detenuti: «Nonostante l’apertura della cooperativa Bee4, che impiega una ventina di detenuti, le attività restano poche, soprattutto per le donne. Le opportunità di lavoro esterno sono rare e spesso irraggiungibili: quattro detenuti potrebbero essere impiegati da Arcaplanet, ma non esistono mezzi pubblici che li colleghino al luogo di lavoro. C’è un solo autobus, e segue gli orari scolastici. A volte passa, altre no». La direttrice Marino chiarisce e precisa che i percorsi di reinserimento lavorativo dei detenuti hanno e stanno dando i propri frutti: «In meno di un anno il carcere di Vigevano si è aperto all’esterno come una reclusione deve essere mettendo al centro il lavoro e la formazione. Al call center sono assunti 29 detenuti e altre decine di istanze stanno arrivando da tutte le regioni d’ Italia. 4 detenuti lavorano nella sede di Amazon ad Agognate (Novara), 1 detenuto lavora ad Arcaplanet e 2 al momento da McDonalds, 10 detenuti in art. 21, senza dimenticare i detenuti che lavorano all’interno dell’istituto; e poi tutti i progetti messi atto, dal teatro alla musica, ai corsi di cucina ed edilizia, all’attivazione della scuola alberghiera».
Edoardo Varese

