Latte materno, igiene personale, aerazione dei locali: sono alcuni dei “trucchi” con cui è possibile proteggere i bambini sin dai primi giorni di vita. Un messaggio ribadito nella recente Settimana mondiale dell’immunizzazione promossa dall’Oms, che è stato rilanciato con forza dalla Società italiana di neonatologia.
PROTEZIONE «La nostra attenzione è rivolta in particolare ai neonati, soprattutto quelli più fragili, come i prematuri o i piccoli ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale – spiega il professor Massimo Agosti, presidente Sin – È fondamentale proteggerli sin dall’inizio, non solo con i vaccini, ma anche con tutte le misure preventive disponibili». In questo una delle prime e più importanti forme di difesa naturale è il latte materno, che non solo nutre, ma rafforza anche il sistema immunitario. Studi scientifici hanno infatti dimostrato che allattare al seno riduce il rischio di molte infezioni nei neonati, grazie ai preziosi anticorpi contenuti nel latte. Ma l’immunizzazione passa anche da piccoli gesti quotidiani. Tra questi, lavarsi spesso le mani, evitare il contatto con persone influenzate, usare mascherine o precauzioni in casa quando un familiare ha un’infezione. Buone norme che riguardano soprattutto l’igiene degli ambienti e degli oggetti a contatto con i più piccoli.
È bene infatti cambiare spesso l’aria delle stanze, prestando particolare attenzione alla pulizia delle superfici, ma anche pulire tutti gli oggetti con cui un neonato entra in contatto, come biberon, ciucci e giocattoli.

RICERCA Accanto a queste buone pratiche, la medicina avanza, un esempio concreto è la protezione contro il virus respiratorio sinciziale, che può causare la bronchiolite, una malattia respiratoria molto diffusa nei primi mesi di vita. A tal proposito, da quest’anno è disponibile anche in Italia un anticorpo monoclonale, somministrato in una sola dose e offerto gratuitamente ai neonati nel primo anno di vita. Il trattamento può essere fatto in ospedale prima delle dimissioni oppure presso i centri vaccinali o dal pediatra, a seconda del periodo di nascita del bambino. Una misura raccomandata soprattutto se la madre non ha ricevuto il vaccino in gravidanza. «I risultati sono già molto positivi – sottolinea Agosti – In regioni come Lombardia, Liguria e Toscana, la copertura è arrivata al 90% e oltre. E sempre in Lombardia, ad esempio, i ricoveri ospedalieri per bronchiolite sono scesi da 2.350 a 600, mentre gli accessi al pronto soccorso da 5.800 a 1.500. Un successo che ci incoraggia a continuare».
Rossana Zorzato

