La seconda festa più importante dopo il Ramadan, il momento durante il quale viene sconfitto il male.

LA FESTA Alle 7.30 di venerdì 6 giugno all’interno del PalaElachem di Vigevano la comunità islamica ha celebrato l’Eid al-Adha, la “Festa del Sacrificio”, la tradizione che commemora l’atto di sottomissione a Dio da parte del profeta Ibrahim (Abramo), pronto a sacrificargli il figlio primogenito Ismaele (Isacco per i cristiani), il cui corpo fu sostituito, proprio un attimo prima del sacrificio, con un montone che fu sgozzato dallo stesso Ibrahim. Per la religione islamica questa festa è il momento in cui i più ricchi mettono a disposizione le proprie risorse per consentire la macellazione di animali, la cui carne viene poi data ai poveri e ai più bisognosi. Un momento di riflessione: padri che hanno pregato insieme ai loro figli, amici che si sono svegliati in prima mattinata per concedersi al palazzetto un momento di preghiera, per poi prepararsi ad andare a scuola.
INSEGNAMENTI Non è mancato chi ha voluto raccontare la propria vita a Vigevano:
Sono padre di un bambino – racconta Alì – al quale voglio trasmettere l’importanza di questa tradizione per la nostra cultura e il nostro popolo. Sono nato in Egitto ma mi sento anche italiano, dato che vivo in Italia da 25 anni. Penso di poter testimoniare che Islam e Cristianesimo hanno molti punti in comune. Per noi Gesù è un profeta molto importante e anche lui insegna a imparare dai nostri errori e quando si sbaglia, bisogna chiedere perdono a Dio. Ecco anche questi sono insegnamenti che mio figlio deve ricevere.
Edoardo Varese


