I Money Transfer ponti tra continenti e vite

C’è un universo silenzioso che ogni giorno muove grandi somme di euro attraversando confini e oceani per raggiungere mani lontane: è quello del Money Transfer, un sistema alternativo alle banche che consente di inviare denaro da un Paese all’altro in modo rapido e sicuro, ma insieme al denaro viaggiano anche i sentimenti e si connettono vite che scorrono tra continenti, tornando a toccarsi a distanza di decine di ore di fuso orario.

DIFFIDENZA A Vigevano e in Lomellina, territorio che ha una forte presenza migratoria, sono tanti i Money Transfer, ma non è semplice entrare in questo mondo. Il primo tentativo che facciamo, in via della Costa, ci mette davanti a un muro: diffidenza, silenzi, sguardi che sembravano voler proteggere un mondo chiuso, quasi impenetrabile. Nessuno vuole esporsi, qualcuno dice di non conoscere l’italiano, eppure le banconote si vedono. Due ragazzi hanno in mano tante banconote da 50 euro, pronti a spedirle, ma forse per timore non si espongono. Poco alla volta però riusciamo a fare breccia, in corso Pavia e vicino alla stazione l’atmosfera è più rilassata, con sorrisi, racconti, spiegazioni e miti sfatati su un mondo che, se non cercato, può passare quasi inosservato.

NON SOLO SOLDI Dietro ogni transazione vi è un gesto di affetto, speranza e responsabilità, un ponte umano invisibile che unisce famiglie, diventando così un modo per restare vicini anche quando la distanza sembra insormontabile. E naturalmente regole da rispettare. «Le persone mandano soldi e prendono soldi – spiega un’operatrice del servizio di trasferimento di denario di corso Pavia – da me fino a qualche tempo fa veniva molta più gente, ora meno. Vengono una volta al mese, quando prendono i soldi. Comunque è un’esigenza che si percepisce meno, perché il lavoro non è più quello di prima. Ora vengono meno persone, perché da una parte si lavora meno, dall’altra anche i guadagni sono diminuiti, quindi in generale hanno meno soldi a disposizione da inviare alle loro famiglie. Principalmente da me vengono arabi e sudamericani».

LE REGOLE «Attraverso questo servizio – continua – si possono inviare soldi in tutto il mondo. Per poterne usufruire servono i documenti d’identità e il codice fiscale, e naturalmente bisogna indicare nome e cognome e i dati della persona a cui si vogliono consegnare i soldi. Si possono inviare 1000 euro ogni sette giorni, con un limite di 3000 euro al mese». A pochi metri di distanza c’è un altro servizio che si occupa di trasferire soldi in diverse parti del mondo: «Da me più o meno vengono 50 persone – racconta un’impiegata dell’attività di via Biffignandi – per inviare soldi in un Paese bisogna tener conto delle regole di quel Paese. Se per esempio si vogliono inviare soldi in Brasile, questi possono essere trasferiti solo su conto bancario, intestato a un cittadino brasiliano.

Per inviare denaro a un familiare italiano che è andato in Brasile, bisogna passare da un’agenzia. È vietato ricorrere a criptovalute o trasferire le monete virtuali.

COMODITÀ Il Money Transfer oggi è usato anche da studenti, famiglie e professionisti che vivono in Italia e all’estero. Un canale che, senza bisogno di dover andare in banca, permette di trasferire fondi quasi in tempo reale, con costi contenuti e una semplicità che ha reso queste agenzie un punto di riferimento globale. Sono le cosiddette “rimesse”, cioè i redditi guadagnati nello stato in cui si vive e poi trasferiti nel paese d’origine, e in posti dove il costo della vita è diverso rispetto all’Europa possono fare una differenza importante per le famiglie dei migranti. Il funzionamento è lineare: ci si reca presso un’agenzia autorizzata, si presenta un documento d’identità, si compila un modulo e si consegna il denaro contante. L’operatore rilascia una ricevuta con un codice di sicurezza, il MTCN, che il mittente comunica al destinatario. Quest’ultimo, anche a migliaia di chilometri di distanza, può ritirare la somma in pochi minuti. Un sistema che, per molti, rappresenta un filo invisibile ma potentissimo tra chi parte e chi resta, un ponte tra continenti.

Edoardo Varese Edoardo Zanichelli

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