Dialogo tra archeologia e arte digitale

Quando il nuovo, il contemporaneo si intreccia con le vestigia di antichi popoli e antiche culture: ed è così che una “camera delle meraviglie” digitale può dialogare con i reperti archeologici del Museo Archeologico nazionale della Lomellina.

WUNDERKAMMER Domenica 15 giugno, alle 15.30, insolito incontro tra arte moderna e archeologia nella sale del museo vigevanese (situato in castello, all’ingresso di corso della Repubblica): all’interno del ManLo sarà presentata infatti l’originale opera Matter Waves Unseen di Giuliana Cunéaz, inserita nel contesto della mostra Wunderkammer digitale a cura di Piero Mezzabotta. Un’esperienza speciale nata dalla collaborazione tra la Direzione Regionale Musei Nazionali della Lombardia e il Museo nazionale dell’Arte digitale, proprietario dell’opera: l’artista Giuliana Cunéaz, riprendendo la tradizione delle “Wunderkammer” (raccolte di oggetti sorprendenti), ha così creato Matter Waves Unseen, piccole sculture di argilla dipinte in madreperla inserite in uno stipo da collezionista, con uno schermo che mostra un continuo flusso di forme, potenziali oggetti archeologici immaginari. Reperti immaginifici che affiancheranno così quelli reali della Collezione Strada, ospitati da anni all’interno del museo archeologico e preziosissima testimonianza del passato della Lomellina: e come il conte Antonio Strada, prima di esporli nel suo castello di Scaldasole, era solito scovare gli antichi manufatti nelle terre dei campi o nelle impolverate collezioni di qualche nobile, ora è il mare, seppur immaginario, a restituire le sue opere d’arte ai visitatori.

Il Museo archeologico della Lomellina

LUCI E PERCEZIONI Cunéaz, nata ad Aosta nel 1959, artista innovativa, è celebre per la fusione tra arte e scienza, utilizzando tecnologie digitali e materiali tradizionali per creare opere suggestive. Le sue installazioni, che spaziano dal 3D al virtuale, esplorano l’invisibile e l’immaginario, ispirandosi anche a miti e leggende. Pioniera della videoarte, Cunéaz gioca con luce e percezione, offrendo esperienze sensoriali uniche. Una visione artistica originalissima, che la stessa creatrice della Wunderkammer esporrà domenica all’inaugurazione della sua opera: testimonianza di come il Museo Archeologico nazionale della Lomellina non punti a essere solo un’esposizione di oggetti, ma un punto di riferimento culturale per tutto il territorio. Il percorso si snoda nelle diverse sale in ordine cronologico, dall’età preistorica e protostorica ai romani, per chiudersi poi con i manufatti di epoca tardo antica e altomedioevale. L’ultima sala infine ospita, dal febbraio 2023, l’esposizione completa della Collezione Strada, acquisita dal Ministero della Cultura essa raccoglie 269 pezzi appartenenti ad un arco cronologico che si estende per oltre diciotto secoli, dalla preistoria all’età longobarda. Il nucleo più prezioso è costituito dagli oggetti in vetro di età romana tra i quali spicca la splendida coppa firmata da Aristeas, databile al secondo quarto del I secolo dc, un vero e proprio unicum per la qualità e l’eccezionale stato di conservazione.

Alessio Facciolo

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