Ancora deve aprire e già fa discutere. Aprirà i battenti a settembre in piazza Italia la nuova comunità educativa per minori fino a 12 anni, in un edificio che sarà in comodato d’uso.
NUOVO PROGETTO Il presidente della cooperativa Silvabella Carlo Bonanno, che gestirà la nuova comunità, ha spiegato che il progetto «è integrato nel tessuto cittadino e che porterà benefici sociali e economici a Mortara, offrendo alla cittadinanza un servizio equilibrato per il benessere dei bambini». La cooperativa sociale Silvabella è stata fondata nel 1997, prefissandosi fin da subito l’obiettivo e la missione di perseguire, mediante la solidale partecipazione di tutto il gruppo sociale, l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini. Un’attività che va avanti ormai da 26 anni e che ha dato fino a questo momento buoni risultati.

A preoccupare l’opposizione è però il rischio di rivivere un caso simile a quanto accaduto con la cooperativa Faber: «Apprendiamo – dichiara Giuseppe Abbà, consigliere di minoranza – dell’apertura prevista per settembre di una nuova comunità per minori fino a dodici anni, affidata alla cooperativa Silvabella e destinata a sorgere in Piazza Italia. Esprimiamo forti perplessità in merito a questa operazione, non per la finalità (che condividiamo), ma per la gestione privatistica e i dubbi sull’affidabilità del soggetto coinvolto. Come abbiamo già espresso in Consiglio Comunale a proposito di un’iniziativa analoga con il medesimo gestore (Piazza Olivelli),
siamo rimasti colpiti, dal fatto che la cooperativa Silvabella risulti responsabile di ritardi nei pagamenti, in alcuni casi di sostituzione di personale e addirittura di mancata retribuzione.
INCONTRO L’assessore ai servizi sociali Ivan Giacomel il prossimo 2 luglio incontrerà il presidente della cooperativa Bonanno per ricevere maggiori informazioni sul progetto, nel mentre però rassicura sul fatto che «non ci saranno problemi, in quanto la comunità che arriverà a settembre si occuperà solo di minori e cercherà di aiutare le famiglie che attraversano situazioni di fragilità. A chiunque avrà delle osservazioni da fare risponderemo in consiglio comunale. Riteniamo comunque che questa comunità e chi lavora al suo interno porterà particolari benefici alla città, dimostrando anche che l’amministrazione è disposta a impegnarsi per aiutare chi ne ha più bisogno». E in consiglio si preannuncia l’ennesimo scontro politico: «l’amministrazione – prosegue Abbà – deve fare chiarezza sui criteri con cui è stata scelta la cooperativa Silvabella, verificare pubblicamente l’affidabilità e la sostenibilità del progetto, aprendo un confronto con il territorio. L’assistenza ai minori non è un affare da appaltare al ribasso, ma una responsabilità collettiva da gestire in piena trasparenza, nel pieno interesse dei cittadini. La nostra posizione è la seguente: l’accoglienza è un valore e deve essere gestita e garantita da enti pubblici con personale formato».
Edoardo Varese

