C’è qualcosa di più estivo delle meduse? Un sacco di cose probabilmente, ma per chiunque abbia fatto almeno una vacanza al mare in vita sua questi invertebrati trasparenti, tanto eleganti in acqua quanto bizzarri e alieni una volta spiaggiatisi sulla battigia, sono stati un piccolo incubo durante il bagno, a causa dei loro tentacoli urticanti ma perlopiù inoffensivi per l’uomo, almeno per le specie più diffuse nei nostri mari. Ecco, il mare.
È quello il contesto classico dove immaginarsi una medusa: ombrelloni, palette e secchielli, bagnini oliati sulla spiaggia di Follonica.
Potete quindi immaginarvi la sorpresa quando, qualche settimana fa, un pescatore se ne è trovate due nel suo retino mentre era a caccia di pesci in un laghetto di pesca sportiva della Lomellina. Le foto hanno fatto il giro dei gruppi online di naturalisti dilettanti, ma l’avvistamento, benchè curioso, non è poi così sorprendente. Le Craspedacusta sowerbii è infatti una medusa d’acqua dolce e ogni estate colonie più o meno grosse spuntano all’improvviso ai quattro angoli del globo: e il perché è da ricercarsi nei suoi peculiari metodi di riproduzione.Il ciclo vitale delle meduse, e di questa in particolare, è complesso e affascinante. Innanzitutto, la medusa (la “ciotola” molliccia con i tentacoli, insomma) è solo lo stadio adulto di una creatura che, nel corso della sua vita, assume forme differenti e metodi riproduttivi differenti. Semplificando, si solito (ma non sempre) la vita della medusa comincia come una larva natante detta planula, uscita da uova rilasciate in acqua da individui femmina e fecondate da individui maschili. La planula, che è microscopica, una volta trovato un luogo idoneo sul fondo, si metamorfizza in polipo, che è altrettanto piccolo (tra gli 0,5 e i 2 millimetri) e, periodicamente, si riproduce per gemmazione, dando vita o ad altri polipi o a quelle che diventeranno meduse vere e proprie (ma occhio: un singolo polipo genererà o solo maschi, o solo femmine).
A stabilirlo di solito sono le condizioni ambientali: in presenza di acqua dalla temperatura superiore ai 25 gradi e con una buona disponibilità di cibo, si avranno meduse adulte; in caso contrario i polipi possono assumere un’altra forma ancora, che è in grado di resistere alle avversità e soprattutto può essere trasportata dagli uccelli o involontariamente con il commercio di piante e animali acquatici. È questo il modo in cui la Craspedacusta, dai fiumi della Cina orientale di cui è originaria, si è diffusa letteralmente in tutto il mondo: da New York a Londra, dal Brasile… alla Lomellina.
Alessio Facciolo

