Mortara, Tari: nel 2023 “evasi“ 427mila euro

Dopo l’Imu, ora tocca alla Tari. Il Comune di Mortara va a caccia dei versamenti mancanti relativi alla tassa rifiuti del 2023. I cosiddetti «paga no» dell’immondizia riceveranno a breve il conto a casa, gravato come da normativa da sanzioni e interessi legali.

Fabio Farina

TARI NON PAGATA La cifra complessiva che l’amministrazione comunale deve recuperare ammonta a ben 427mila e 813 euro, somma che comprende la quota d’imposta pura, le sanzioni amministrative e gli interessi maturati nel tempo. Gli uffici comunali competenti hanno già avviato la procedura con l’invio formale degli avvisi di accertamento, stabilendo come obiettivo primario quello di recuperare integralmente le somme “evase” dai contribuenti non in regola. L’attività rientra nelle consuete e periodiche verifiche programmate dall’ufficio tributi dell’ente. Si tratta, nello specifico, delle operazioni volte al recupero della tassa rifiuti riferita al 2023.

LE VERIFICHE A spiegare nel dettaglio le motivazioni e le modalità dell’operazione è il primo cittadino, il sindaco Fabio Farina: «Sono verifiche ordinarie, svolte direttamente e autonomamente dagli uffici comunali. L’ufficio tributi controlla puntualmente i versamenti relativi all’anno di riferimento e, quando emergono importi non pagati, procede senza esitazione con la notifica degli avvisi di accertamento.

L’obiettivo fondamentale dell’amministrazione è quello di rafforzare le entrate effettive del bilancio municipale e infatti ci stiamo muovendo a riguardo, per trovare una soluzione.

ENTRATE CHE MANCANO Il problema, tuttavia, non si esaurisce affatto nella sola somma che manca all’appello delle casse comunali. Le entrate accertate ma non ancora incassate producono infatti un effetto paralizzante, bloccando in modo significativo la capacità di investimento della città. La normativa vigente in materia di finanza locale prevede infatti l’obbligo di accantonare risorse nel Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde). Si tratta di uno strumento finanziario di tipo prudenziale che impedisce per legge al Comune di utilizzare liberamente risorse che risultano formalmente dovute sulla carta, ma che non sono ancora materialmente entrate in cassa. Per il Comune di Mortara, questo fondo cautelativo supera complessivamente l’ingente somma di 13 milioni di euro. Una cifra estremamente consistente che riduce drasticamente i margini di manovra dell’amministrazione per programmare nuovi investimenti, manutenzioni e opere pubbliche a favore della collettività. Finché i crediti non vengono effettivamente riscossi, quelle somme restano congelate e non possono essere considerate disponibili. L’azione sulla Tari arriva a pochi giorni di distanza dall’analoga operazione condotta sull’Imu del 2024, quando il Comune aveva riscontrato ammanchi per 449mila e 820 euro.

Edoardo Varese

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