Sei rinviati a giudizio, tra cui Ceffa, Ciocca e Alberto Righini (udienza 4 dicembre), mentre Alice Andrighetti compagna di Righini è stata condannata in abbreviato a un anno, e Veronica Passarella ex manager Asm ha patteggiato un anno e 10 mesi. Questo in sintesi l’esito delle udienze di questa mattina dell’ormai celeberrima inchiesta denominata “Congiura di Sant’Andrea”. La Gup Daniela Garlaschelli del tribunale di Pavia si è pronunciata su un’inchiesta che farà ancora molto discutere.

L’inchiesta era scaturita dal presunto tentativo dell’europarlamentare Angelo Ciocca e dell’imprenditore Alberto Righini, insieme ad Alice Andrighetti, di corrompere la consigliera comunale Emma Stepan. Questo episodio fu denunciato alla Procura dallo stesso sindaco Andrea Ceffa a margine della “Congiura di Sant’Andrea”. La magistratura, a seguito della denuncia di Ceffa, avviò indagini che rilevarono reati di corruzione e falso a carico del sindaco stesso e di alcuni dirigenti di Asm. Questi ultimi furono arrestati e messi ai domiciliari nel blitz del 28 novembre scorso e successivamente rilasciati dopo le loro dimissioni. Sono stati infatti rinviati a giudizio anche l’ex consigliera comunale Roberta Giacometti, Matteo Ciceri (amministratore unico di Vigevano distribuzione gas) e Alessandro Gabbi (direttore amministrativo di Asm Vigevano e Lomellina).
Solo Ceffa aveva tenuto duro per sei mesi, evitando le dimissioni dalla carica di sindaco, nonostante la sospensione disposta dal prefetto di Pavia. Rientrato in Comune, il primo cittadino della città ducale ha ripreso a governare regolarmente il municipio, dopo il governo della città affidato per sei mesi alla sua vice Marzia Segù.
Massimo Sala

