«Adesso siamo al parco giochi XI Settembre, dove a giugno abbiamo fatto la sagra della cotoletta. Ma non è più la stessa cosa». Così Erica Zanada, presidente della Pro loco di Mede, commenta il recente trasferimento dalla sede di piazza Costituzione, dove l’associazione aveva a disposizione una vasta area per le feste dotata di tendone, cucina a gas e magazzino.

LO ”SFRATTO” Uno “sfratto” causato dallo scadere della convenzione sottoscritta molti anni fa tra la Rete ferrovie italiane e il Comune, che aveva concesso alla Pro loco l’uso dell’area della stazione, dove l’ampio parcheggio si trasformava nelle sere d’estate in una grande pista da ballo piena di musica, luci e profumi provenienti dall’attrezzatissima cucina. Tra gli eventi organizzati dalla Pro loco, il Ristopalio a settembre e la Notte bianca a luglio, con l’intrattenimento musicale dei gruppi rock più affermati sul territorio. «La convenzione tra Comune e ferrovie – spiega Erica – si potrebbe rinnovare, ma non più alle stesse condizioni. Peccato, perché adesso al parco giochi dobbiamo cucinare con le bombole a gas e inoltre abbiamo attrezzature che non potremo più usare, come la pista, il palco, la pedana, e che potevamo tranquillamente tenere nel magazzino della stazione. Meno male che al parco giochi c’è un bel bar:
questo ci consentirà di organizzare qualche piccolo evento, un aperitivo, delle feste in formato ridotto, ma non potremo più avere ospiti come la Shary Band… Lo spazio non lo consente.
L’EREDITÀ Erica Zanada è entrata nel 2006 nella Pro loco, guidata per molti anni dal cugino Maurizio, che aveva dato una grande svolta al gruppo (rivitalizzando ad esempio la “Festa ‘dla fumm” della frazione Goido) è che purtroppo è prematuramente scomparso nel 2020. Come ci si sente a portare avanti questa eredità? «É una bella responsabilità, anche se eravamo sempre fianco a fianco e grazie a lui avevo capito come ci si doveva muovere. Ma il grosso problema è la burocrazia, non ci sono solo le feste da organizzare materialmente: per quello ci danno una mano tanti volontari, anche tra i giovani. È che dietro c’è tutto un lavoro di scartoffie, tra permessi e autorizzazioni, e avremmo bisogno di qualcuno che se ne occupasse in pianta stabile. All’inizio poi c’erano molti più iscritti. Adesso ci ritroviamo a lavorare in cinque o sei, sempre i soliti. Abbiamo tentato una campagna di tesseramento con dei gazebo in piazza, ma c’è poca partecipazione. A Candia la Pro loco è composta da una cinquantina di soci che sono legati da una forte amicizia e che si ritrovano anche al di fuori de gruppo: sarebbe bello che anche qui si realizzasse qualcosa di simile. Abbiamo bisogno di nuovi iscritti, non solo per montare il palco, ma anche per l’organizzazione amministrativa».
Davide Zardo

