La Lomellina fa rumore per Gaza

In 200 davanti al Duomo in piazza Ducale con fischietti, pentole, scodelle e oggetti per fare baccano, rumore, per «rompere il silenzio» sulla guerra nella Striscia di Gaza. Si è tenuta ieri sera alle 21 a Vigevano la manifestazione organizzata dal Coordinamento per la pace di Vigevano e Lomellina, con l’obiettivo di fare sentire il desiderio di pace e manifestare a favore della fine della guerra tra Israele e Hamas. Prima che iniziasse la manifestazione anche le campane del Duomo hanno suonato, seguendo l’indicazione diramata dalla Diocesi nei giorni precedenti.

L’evento per la pace a Gaza a Vigevano

RUMORE CONTRO IL SILENZIO Durante la manifestazione oltre al rumore dei fischietti si è visto quello delle parole. Sono state lette poesie e testi scritti da autori del territorio lomellino con denominatore comune la pace: «Ringraziamo la diocesi per aver partecipato a questa iniziativa – spiega Adriano Arlenghi, uno degli organizzatori – e per aver dato disposizione alle chiese lomelline di suonare le campane in concomitanza con la nostra manifestazione. Dobbiamo chiedere al mondo intero di ascoltare tutto quel dolore che giunge dalla Palestina. Vogliamo rompere il mostruoso muro di silenzio. Gaza muore di fame e non possiamo più restare indifferenti, oltre a essere tristi dobbiamo provare rabbia riguardo a quello che sta succedendo sotto i nostri stessi occhi». A dare forza alla voce dei presenti anche tante bandiere (quella arcobaleno della pace soprattutto, ma anche della Palestina) e striscioni, come quello realizzato dall’artista ducale Ale Puro con lo slogan “La pace non tace”.

La manifestazione a Mede

A MEDE «Restiamo umani». Era impresso su uno striscione in piazza Repubblica a Mede il motto con cui l’attivista Vittorio Arrigoni (ucciso nel 2011 a Gaza da un gruppo terroristico jihadista) firmava i suoi articoli. Una piazza con una 60ina di partecipanti a cui un’altra guerra, quella contro le zanzare, non ha impedito di far sentire la propria voce, incuranti delle innumerevoli e fastidiosissime punture. Pochi ma determinati, con fischietti, pentole, campanelli e tamburelli, pronti a scattare al suono della sirena, appena dopo quello delle campane che a anche a Mede, come in altre parrocchie della Diocesi, si sono unite per gridare la voglia di pace. Alternate ai momenti di rumore, le letture di poesie, testimonianze, appelli di scrittori arabi e israeliani, prigionieri, parenti di soldati, vittime di massacri, il tutto coordinato da Enrico Crotti dell’Anpi, col sindaco Giorgio Guardamagna, l’attivista sannazzarese Gaspare Amari, la scrittrice Natalina Parolo e molti altri. Significativo l’intervento di Amari (primo obiettore di coscienza in Lomellina) che ha ricordato lo slogan e l’impegno per la pace di Vittorio Arrigoni, sottolineando l’esistenza di molti obiettori e obiettrici dell’esercito israeliano che si sono rifiutati di bombardare Gaza. Sabato sera a Mede la pace non era stampata soltanto sulle bandiere arcobaleno, ma anche sui sorrisi della gente di ogni età: piccoli e grandi, insieme per testimoniare che si può e si deve vivere senza guerre, e che la vera pace nasce dal cuore.

Ra

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