Lavori che raccontano il territorio

Nel posto dove lavora Matteo, stormi di ibis e aironi solcano i cieli come nuvole di piume. Se si è fortunati, dopo la pioggia si può vedere l’arcobaleno fendere l’orizzonte; lo stesso orizzonte che, al tramonto, si tinge di cremisi e arancio quando il sole muore dietro le montagne e si riflette sull’acqua delle risaie. Capita, quando di lavoro si fa l’agricoltore.

SUI CAMPI «Non ho una routine uguale tutti i giorni, dipende dal periodo o dal momento – spiega Matteo (nome di fantasia, come tutti quelli in questo articolo) – durante il taglio del riso ad esempio al mattino vado in essiccatoio ad aiutare e al pomeriggio giro per i campi». Pur a contatto con la natura, nel mestiere del “contadino” c’è un ampio ricorso alla tecnologia: «Le guide satellitari ti aiutano a risparmiare: quando concimi ti permettono di non buttare materiale su zone in cui è già stato versato, oppure collegano i dati presi durante il taglio per vedere se una zona ha prodotto di più o di meno. Però la variabile più grossa è sempre il tempo: e lì non ci puoi far niente». Come nel giorno in cui è stato intervistato: «Oggi piove… e infatti me ne sto tranquillo in casa».

IN CANTIERE Anche Victor, quando piove, resta perlopiù fermo. Ma quando c’è bel tempo, inforca il suo monopattino e va in stazione a prendere il treno, direzione Milano, per lavorare in uno dei tanti cantieri edili della metropoli. In Italia da poco più di un anno, quello da muratore è il suo primo lavoro stabile dopo mesi di impieghi saltuari. «È faticoso, ma mi piace» racconta con l’entusiasmo dei suoi 20 anni. Sul cantiere può conoscere persone diverse: sudamericani come lui, e poi italiani, egiziani. «Habibi, alhamdulillah, salam aleikoum – snocciola le poche parole in arabo apprese dai colleghi – in realtà, lavorare con così tanta gente diversa mi fa imparare meglio l’italiano». Requisito fondamentale per uno dei suoi sogni: prendere la patente e comprarsi una macchina sua.

IL VENDITORE Auto dove Sandro passa gran parte delle sue giornate lavorative: «In media, faccio circa 200 chilometri al giorno: copro il Novarese e le zone di Vercelli e Biella». Sandro fa il tecnico commerciale di un’azienda che propone soluzioni per l’automazione pneumatica: pezzi di macchinari industriali, per semplificare. «Sono quello che propone ai clienti delle soluzioni per le loro macchine… e quello che contattano quando qualche pezzo non funziona. Quello che mi piace di questo lavoro è il suo essere indipendente: hai a che fare con tanti clienti diversi, sei tu a dover portare a casa il risultato e a decidere il come». Girare tanto in auto non gli pesa:

A volte è stressante, ma spesso mi rilassa. È l’unico momento in cui sei solo con te stesso: puoi goderti quella canzone che ti ronza in testa, oppure pensare alle tue cose.

DI NOTTE Se per molti la sera è il momento in cui il lavoro lo si lascia alle spalle, per Morgana, professione ostetrica, la notte è un turno come un altro. «Lavorare di notte o nei festivi non mi ha mai pesato: d’altra parte se decidi di fare questo, sei propenso a questo tipo di vita» afferma. E il suo lavoro, a lei, piace non poco: «Non lo cambierei con nessun altro al mondo. Il problema semmai è trovarlo vicino: ora mi sono riavvicinata a casa, ma per 6 anni ho girato gli ospedali di Milano dove è più facile che aprano posizioni. Il lato peggiore è quello che ti porti a casa emotivamente: un parto che non va come dovrebbe, un bambino che non sta bene, mamme che condividono con te un percorso di vita pesante.

Bisogna essere in grado di staccare: ma non mi sono mai pentita di quello che faccio.

IL MAGO Se si dice che ogni nascita sia una magia, per molti il vero vudù è quello dei computer: come funzionano, cosa ci sta dentro. Adam però non è un mago, ma uno sviluppatore: «L’azienda per cui lavoro si occupa di sviluppo software a quasi 360 gradi. Si va dal classico sito web a progetti più complessi che vanno a integrare processi di reparti operativi con la macchina amministrativa e burocratica. Io in particolare sono uno sviluppatore, quindi mi occupo di scrivere codice per tirare fuori soluzioni adatte ai problemi dei nostri clienti». Una professione che impone di essere aggiornati: «In ambito software il mondo cambia continuamente e ci si ritrova quasi sempre a dover fronteggiare nuovi trend o novità importanti, come l’attuale rivoluzione dell’intelligenza artificiale, ma a livello mentale stanca tantissimo. In linea generale io difficilmente mi annoio e adoro lavorare al computer, anche se – confessa – nulla potrà mai battere il piacere di un pisolino all’ombra di un albero».

Alessio Facciolo

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