Vigevano, colpo alla chirurgia vascolare

Quando una firma può mettere fine a oltre vent’anni di attività. E quella firma è dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso che segna una svolta per la Chirurgia vascolare dell’Ospedale Civile di Vigevano. Dal 1° gennaio 2027 il reparto non potrà più eseguire in elezione gli interventi per gli aneurismi dell’aorta addominale. E il paradosso sta nei numeri: proprio mentre la casistica cresce, dai 19 interventi del 2023 ai 28 del 2025, fino ai 18 già effettuati quest’anno, Vigevano viene esclusa dalla nuova rete regionale che considera come soglia minima quella dei 30 interventi l’anno.

SOGLIA E nonostante i numeri fotografino una crescita costante del reparto ducale, la decisione rende ancora più discutibile la scelta di escluderlo dalla rete. Una riorganizzazione che nasce dalla volontà di concentrare la chirurgia aortica nei centri con maggiore casistica. Il principio seguito dalla Regione è garantire maggiore sicurezza. Secondo i dati regionali, nei centri con più elevati volumi operatori la mortalità tende a diminuire. Così il nuovo modello riduce da 43 a 23 le strutture lombarde autorizzate a intervenire sugli aneurismi dell’aorta addominale non rotti e di conseguenza Vigevano perderà la possibilità di effettuare gli interventi programmati sia con tecnica tradizionale sia endovascolare. «Il problema dei numeri nasconde la professionalità necessaria ad affrontare il tema di diagnosi e terapia delle patologie dell’aorta addominale – spiega il sindaco di Vigevano, Paolo Previde Massara – A Vigevano ci sono e perdere la possibilità di esercitarle significa anche non permettere ai colleghi più giovani di acquisirle per favorire una migrazione degli stessi verso unità operative in cui avrebbero più possibilità di perfezionarsi». Non ultimo «il problema dello spostamento dei pazienti acuti che ovviamente incide sul parametro tempo». Una decisione che incide su un’attività sviluppata in oltre vent’anni, anche se l’Asst di Pavia specifica che al momento

non ci sono dichiarazioni in merito, in quanto sono in corso interlocuzioni tecniche con il sistema regionale.

CRITERI C’è però un aspetto che solleva interrogativi. La nuova rete prevede due deroghe, per Cremona e Sondalo, che hanno una casistica media rispettivamente di 22 e 20 interventi, quindi inferiore a quella vigevanese. Nel caso di Cremona la Regione ha considerato determinante la distanza dai centri alternativi, con tempi di percorrenza superiori all’ora. Un criterio che, inevitabilmente, richiama la situazione della Lomellina. E a preoccupare c’è anche il futuro del personale. La Chirurgia vascolare conta oggi quattro specialisti. In un settore nel quale il reclutamento è già difficile, ridurre le attività più complesse potrebbe rendere Vigevano meno attrattiva per i giovani chirurghi. Il rischio, nel medio periodo, è che al pensionamento degli attuali specialisti non corrisponda un adeguato ricambio. E infine il paradosso: dal 2027 il reparto non potrà operare gli aneurismi in condizioni programmate, ma potrà comunque trovarsi a gestire un caso urgente, come la rottura di un aneurisma.

Rossana Zorzato (ha collaborato Ms)

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