Liste di attesa / Qui per una visita si aspetta il 2026

A Vigevano e in buona parte della Lomellina l’attesa per una visita specialistica può superare l’anno, talvolta l’anno e mezzo. Una situazione allarmante, soprattutto per alcuni esami specifici, che, nei nosocomi del territorio, sono disponibili da metà 2026.

RAGGI X Tra gli esami più comuni a cui si pensa ci sono quelli radiologici, ma a Vigevano e in Lomellina è difficile farli soprattutto per chi non ha un’urgenza: per le ricette senza una priorità le risonanze magnetiche sono quasi tutte rimandate da aprile a novembre 2026, parlando invece di ecografie, le muscolotendinee a Vigevano arrivano ad agosto 2026, quelle standard a maggio. Le Tac, più rapide, sono disponibili da marzo 2026. Per questa tipologia di esami che, essendo spesso legati alla presenza di un trauma o una lesione, l’utenza deve cercare o al di fuori del territorio lomellino (e talvolta provinciale) oppure rivolgersi al privato. Tuttavia spostarsi o pagare un esame privato non sono scelte neutre, nel secondo caso dipende dalla disponibilità della persona, nel primo subentra la difficoltà di spostarsi per soggetti anziani, fragili, con disabilità o non automuniti. Soprattutto considerando che, se la prestazione ad esempio è disponibile a Voghera o Casorate Primo (che sono parte di Asst Pavia), i collegamenti pubblici non sempre sono adeguati e costringono a spostamenti complessi soggetti che già hanno difficoltà a spostarsi nella vita quotidiana.

NUMERI Nel frattempo, l’Asst di Pavia rassicura, dichiarando che «nel corso del 2025 l’azienda ha garantito l’erogazione entro soglia del 90% delle prestazioni con classe di priorità B, del 77% per la classe D e del 90% per la classe P». Le prime sono a “breve” (entro 10 giorni), le seconde “differibili” (30), le terze “programmabili” (120), ma non è detto che la prestazione sia disponibile in Lomellina: per quanto riguarda gli spostamenti difficoltosi «di norma le tipologie di trasporto rivolte ad anziani e persone con disabilità rientrano nella fattispecie dei trasporti sociali che sono competenza degli enti locali, i quali si appoggiano a loro volta ad associazioni di volontariato per l’erogazione. All’Asst spetta la competenza nell’erogazione dei trasporti sanitari».

Più nello specifico si parla di trasporto di pazienti disposto da strutture sanitarie di ricovero e cura, così come trasporti sanitari semplici a favore di pazienti nefropatici in dialisi.

TEMPI Allargando lo sguardo ad ambiti diversi dalla radiologia, anche altre specialità sono in sofferenza in Lomellina. Per una prima visita cardiologica, a Vigevano e Mede le prime date utili sono fissate a dicembre 2025, mentre per un ecocardio si slitta a marzo 2026. Per l’holter si attende fino a gennaio, il test da sforzo a Mortara e a Mede non è disponibile, a Vigevano l’agenda segna novembre. In oculistica, la situazione è più critica: la prima visita è prevista a novembre 2026, un anno intero di attesa (a Mortara non c’è, a Mede non è disponibile una data), mentre per le gastroscopie e le colonscopie non si trova posto prima dell’estate (gastro) o dell’inverno 2026 (colon). Per Ginecologia si può prenotare entro novembre una prima visita, per endocrinologia entro febbraio, a Mortara e Mede non sono coperte queste due prestazioni. Molto meglio per le visite diabetologiche che, in tutti e tre i nosocomi lomellini, prevedono le prime visite tra novembre e dicembre 2025. Nelle specialità più richieste, come oncologia e ortopedia, i tempi sono molto più accessibili. Si parla di gennaio 2026 per ortopedia, stessa cosa per una prima visita oncologica a Mede, mentre si parla di novembre 2025 per il Civile.

DIFFICOLTÀ Il quadro è quello di una sanità che anche in provincia fatica a rispondere al fabbisogno reale. Chi non ha urgenze si trova davanti mesi di attesa. Intanto Regione Lombardia punta a una nuova strada. La delibera XII/4986 del 15 settembre consente agli ospedali pubblici di stipulare convenzioni con assicurazioni e fondi sanitari integrativi. Si tratta della cosiddetta “super” intramoenia, un’estensione dell’attività libero-professionale che permetterà ai pazienti assicurati di accedere a visite e ricoveri nel pubblico con corsie preferenziali e tariffe concordate. Ma i sindacati sanitari avvertono che il rischio è sottrarre tempo e personale al Ssn, creando di fatto due velocità: quella di chi può pagare e quella di chi deve aspettare.

Rossana Zorzato

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