Un questionario da distribuire a tutti i cittadini. È il documento che il sindaco di Alagna, Renato Lavezzi, sta preparando per chiedere un parere su che uso fare di Casa Volpi, l’edificio appena restaurato nel cuore del paese.
LA DONAZIONE Inaugurata di recente in occasione della sagra della zucca, la palazzina dei fratelli Luigi e Rosa Volpi — titolari di una storica panetteria e benefattori del Comune — è oggi pronta a tornare a vivere, ma la sua destinazione d’uso resta ancora da decidere. I due fratelli, figure molto amate in paese, avevano trascorso lì tutta la vita: la casa odorava di pane e farina, di mattinate d’inverno con le imposte ancora chiuse e il forno già acceso. Quando, qualche anno prima della morte, decisero di donare la loro abitazione al Comune, lo fecero con un gesto semplice e generoso. Si tratta di una casa di quindici stanze, con un grande salone dalle travi a vista e un cortile ampio, affacciata su via Vittorio Veneto e via Valeggio, proprio dove il paese si apre verso il fiume. Dopo un lungo lavoro di restauro — finanziato in parte con fondi comunali (181.300 euro nel 2021) e in parte con un contributo regionale di 546 mila euro per la rigenerazione urbana — l’immobile è tornato a risplendere, con le facciate color miele e le persiane verdi, come un libro aperto in attesa di nuove storie da scrivere.

QUALE UTILIZZO? «Quando sono stato eletto nel giugno 2023 — racconta Lavezzi — il progetto edilizio era già in corso, ma mancava del tutto un’idea su come utilizzare l’edificio. Abbiamo consultato la parrocchia, l’associazione “Il Cormorano”, la Pro loco e la polisportiva, ma non è emersa una proposta comune. Così abbiamo deciso di coinvolgere direttamente gli abitanti». Il questionario, che sarà distribuito nei prossimi giorni porta a porta e disponibile anche online, sonderà le aspirazioni dei cittadini. Casa Volpi dovrebbe diventare un centro culturale? Una casa delle associazioni? Una biblioteca o un museo della memoria locale? Oppure potrebbe ospitare laboratori artistici, corsi per ragazzi, incontri musicali, uno spazio di co-working?
UN LUOGO VIVO «Vogliamo che sia un luogo vivo — aggiunge il sindaco — non un monumento chiuso, ma un punto di incontro per chi ha idee e voglia di partecipare. Casa Volpi appartiene alla comunità, e spetta alla comunità decidere che cosa farne». Un’iniziativa che, nelle intenzioni di Lavezzi, mira non solo a scegliere una destinazione d’uso, ma anche a riaccendere un dialogo tra cittadini, associazioni e istituzioni, riscoprendo quel senso di appartenenza che era stato, per Luigi e Rosa Volpi, la vera anima del loro dono.
Davide Zardo

