Ansia, affrontarla per superarla e risparmiare

Non sottovalutare l’ansia e la depressione lieve migliora la vita e fa risparmiare. Queste le affermazioni contenute in un recente rapporto Ocse, secondo cui la prevenzione e la promozione della salute mentale riducono i sintomi fino all’87%, migliorando non solo la frequenza scolastica e il lavoro, ma anche impattando in minor modo sul sistema sanitario.

INCIDENZA Sebbene i presupposti siano positivi, la strada da fare è ancora lunga, basti pensare che solo in Italia oltre il 15% della popolazione ha sintomi depressivi lievi-moderati, ma che rimangono spesso non diagnosticati.

C’è un’elevata incidenza di casi sia di ansia sia di depressione – spiega Mariacristina Migliardi, psicologa clinica – parliamo di un 28% di ansia e oltre il 5% di depressione e sicuramente dopo il Covid c’è stato un aumento dell’incidenza di questi disturbi.

Non solo tra gli adulti, ma anche tra i più giovani. «Si è registrato un aumento significativo anche nei ragazzi della fascia tra i 15 e i 29 anni – continua – con fattori di stress molto più frequenti quali reazioni a eventi avversi, come in caso di disturbi dell’adattamento o patologie somatiche. Ma ci sono poi anche reazioni emotive legate a fobie scolari, ansie legate alla scuola, così come disturbi post-traumatici da stress che possono far sviluppare sintomi d’ansia e di depressione».

PREVENZIONE Per questo intervenire precocemente non è sinonimo di debolezza, può anzi evitare di avere patologie molto più serie. Patologie che non solo impattano sulla vita del paziente, ma anche su tutto il Sistema Sanitario Nazionale. «Con una presa in carico precoce si ha modo di massimizzare l’efficacia dell’intervento e comporta una diminuzione della spesa economica – aggiunge la psicologa – oltre a evitare l’insorgere di patologie molto più serie e gravi. Ragion per cui sempre più sistemi fanno riferimento al modello “Stepped care”, cioè una cura a gradini che va dal livello più basso di intervento al più alto». Un tipo di modello, quest’ultimo, già in uso nelle Case di Comunità, luogo dove da poco è presente la figura dello psicologo di cure primarie, il cui scopo è quello di intercettare e gestire tempestivamente questi disturbi.

STIGMA Se i mezzi per combattere ansie e depressione cominciano a esserci, spesso per l’individuo è difficile aprirsi o solo ammettere il problema, complice la vergogna. «A volte si crede che affrontare da soli i problemi sia una cosa buona – continua Migliardi – ma in realtà molto dipende ancora molto dallo stigma sociale che, sebbene sia diminuito, crea una sorta di reticenza nel rivolgersi a uno psicologo per prendersi cura della propria salute mentale». Un’attesa che spesso si tramuta in una «paura di volersi affidare a qualcuno, quasi significasse tornare a essere piccoli o deboli. Al contrario avere una persona esterna che ci aiuta ad affrontare il malessere con una visione diversa è molto importante. Non solo ci permette di prendere distanza dai pensieri, ma anche di acquisire ulteriori strumenti che un tecnico può fornirci per gestire i problemi, fino ad abbandonare quella “stampella emotiva” quando non serve più». Per questo affrontare il disagio a gradini è il miglior approccio. «Esistono anche trattamenti psicoeducativi per chi non vuole intraprendere un percorso intensivo di psicoterapia – conclude la psicologa clinica – è fondamentale però comprendere che cos’è l’ansia o la depressione per poterla affrontare al meglio, anche attraverso alcune tecniche di rilassamento o di respirazione che aiutano nella vita di tutti i giorni».

Rossana Zorzato

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