Ex Enel Mortara, recupero non prima del 2026

No, non è scomparso e non si è stato smarrito con lo scioglimento del consiglio comunale. Il progetto per riqualificare l’Ex Enel è sulla scrivania del commissario Giorgio Franco Zanzi e non subirà stravolgimenti, se non qualche piccolo accorgimento per assecondare eventuali indicazioni da Provincia e Regione:

Non c’è motivo – evidenzia Zanzi – per introdurre particolari modifiche all’impianto elaborato durante gli ultimi anni da chi ha guidato la città. Qualora dovessero essere effettuati cambiamenti sarà solo per adeguare i documenti alle indicazioni che arriveranno da Provincia e Regione.

La riqualifica è ancora lontana, ma che la strada da percorrere per dare all’Ex Enel una nuova vita fosse tutta in salita, lo si evince dai tanti aggiornamenti al progetto iniziale che il Comune ha dovuto di volta in volta presentare agli uffici del Pirellone. Tutto ha avuto inizio esattamente tre anni fa.

Veduta aerea di Mortara

ITER BUROCRATICO Era novembre 2022 quando il Comune di Mortara aveva iniziato a muoversi per realizzare un campus studentesco, con Regione Lombardia che aveva promesso di stanziare 4 milioni di euro. Il recupero dell’area era stato inserito lo scorso marzo all’interno dei progetti riguardanti l’Area Interna della Lomellina. L’ex sindaco Ettore Gerosa aveva avviato contatti anche con il dipartimento di scienze agrarie dell’Università di Torino. Al Pirellone venivano mano a mano consegnate schede aggiornate con dettagli burocratici, mentre nel 2024 viene formalizzato il passaggio dello spazio all’ente pubblico. L’iter è complesso, e le vicissitudini politiche che hanno colpito la città dell’oca, dalla scomparsa del sindaco Gerosa al commissariamento non hanno certo aiutato. Da Milano in una prima occasione erano già stati corretti alcuni dettagli al disegno presentato dal Comune di Mortara, ma anche in questa seconda fase sono necessarie ulteriori modifiche. Un esempio riguarda la gestione della struttura didattica. L’ente pubblico aveva ipotizzato di coinvolgere l’Università di Torino, ma su questo fronte è arrivata la bocciatura da parte del Pirellone. Se non saranno coinvolti poli universitari lombardi non si farà nulla. Che si tratti di un pretesto, di un cavillo tecnico o di impedimenti di altra natura, i soldi non arriveranno prima della fine 2026.

NULLA DI FATTO Se per l’Ex Enel la situazione è in sallo, non è migliore la condizione in cui verte la Marzotto. Anche in questo caso le ipotesi al vaglio per dare un nuovo inizio all’ex colosso tessile erano tante: dalla creazione di uno spazio rivolto principalmente ai giovani e agli studenti, alla realizzazione di laboratori e incubatori di start-up. Una sorta di cittadella all’interno della città dell’oca che potesse con il tempo diventare un punto di riferimento per le nuove generazioni. Tutto rimasto solo sulla carta, in attesa che si torni alle urne e che dalla prossima primavera la futura amministrazione sblocchi una situazione ferma da vent’anni, da quando un’area che era il fiore all’occhiello della città, non si è trasformata con il trascorrere del tempo in uno spazio grande quasi come 10 campi di calcio, in disuso.

Edoardo Varese

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