Vigevano torna al voto. Nella primavera 2026 la città ducale andrà alle urne per scegliere il proprio sindaco dopo cinque anni e mezzo piuttosto intensi: cominciata nel settembre 2020, in piena pandemia, l’amministrazione guidata da Andrea Ceffa ha rischiato di cadere nel 2022 con la nota congiura di Sant’Andrea, motore delle indagini che nel 2024 hanno portato ad arresti e processi non ancora conclusi, tra i quali quelli dello stesso sindaco rimasto sei mesi ai domiciliari.
A DESTRA Ceffa, attuale primo cittadino di Vigevano, ci riproverà ancora: a settembre è arrivata l’ufficialità della sua candidatura a capo di una coalizione di centrodestra composta da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati. La scelta, condivisa dalle segreterie provinciali e regionali, è stata forse meno unanime di quanto appare: già dall’estate si sono rincorse voci sotterranee di mal di pancia, distinguo e candidature “alternative”, tutte rigorosamente smentite. Con un Fdi che reclama più spazio e una Forza Italia che lo sostiene, ma non lo ama, Ceffa può contare sul supporto praticamente certo dei suoi “lumbard” e quello della destra-destra.
CAMPO LARGO Da sinistra, la sfida la lancia Rossella Buratti: esponente del mondo del volontariato, il suo nome gira in realtà da un paio d’anni, anche se l’ufficialità è arrivata solo nelle scorse settimane, prima come solitaria esponente civica e poi a capo di un ampio schieramento di centrosinistra. Un’appartenenza politica inizialmente negata e poi quagliata prima di Natale: solo pretattica o un innamoramento nato da una vicinanza programmatica?
Sia quel che sia, a fianco della lista personale di Buratti correrà il Partito democratico e un “frente amplio” composto da Movimento 5 stelle, Polo Laico, Italia Viva, Avs e Rifondazione comunista.
I CIVICI Guardando alle forze civiche, certa è la discesa in campo di Gabriele Righi: ex assessore in una delle giunte targate Cotta Ramusino, l’imprenditore tenterà per la terza volta (le prime nel 2000 e nel 2005) la scalata allo scranno di sindaco. Attorno a lui si è cristallizzato un nucleo di forze civiche e personalità cittadine: da Piero Marco Pizzi, portavoce di Vigevano prima di tutto, a Stefano Chiodaroli, attore e comico. C’è chi non ha ancora fatto il passo in avanti. Tra questi, si attende la mossa di Furio Suvilla, dei Liberalconservatori: l’ufficialità non c’è ancora, ma la vivacità politica dell’avvocato vigevanese fa pensare a un suo futuro impegno elettorale. E poi c’è Marzia Segù, ex vicesindaca di Ceffa in quota Forza Italia (ma invisa ai vertici provinciali) sacrificata qualche mese fa sull’altare della real politik. Dopo aver di fatto governato la città nei 6 mesi in cui Ceffa era ai domiciliari, pare averci preso gusto: difficile che il suo nome non spunti nella prossima tornata.
Elezioni, esito non scontato
Mortara si prepara a vivere una campagna elettorale dall’esito tutt’altro che scontato. Il 2025 della città dell’oca è stato segnato dalla scomparsa del sindaco Ettore Gerosa, venuto a mancare l’11 luglio, e in seguito, il 30 settembre, dalla caduta della giunta guidata dal vicesindaco facente funzioni Laura Gardella, militante di Fratelli d’Italia e dall’arrivo del commissario prefettizio Giorgio Franco Zanzi.
Il commissariamento ha rappresentato l’atto conclusivo di una consiliatura in cui una maggioranza non c’è mai stata, ragion per cui, per le forze di centrodestra, il percorso verso una coalizione è tutto in salita. Difficile che Lega e Forza Italia accettino l’eventuale candidatura di Gardella, vista l’opposizione portata avanti contro l’ex vicesindaco, in particolare su sicurezza e bilancio.
La stessa Gardella ha più volte manifestato l’intenzione di presentarsi alle urne, ma dovrà farlo da sola, con una civica, dato che non avrebbe più il sostegno del suo partito.
La verità è che il tempo scorre e, dato che si voterà tra aprile e giugno, entro febbraio una decisione dovrà essere presa. I nomi circolati da ottobre a oggi sono tanti: da Gigi Granelli, assessore allo sport e al commercio durante l’amministrazione leghista Facchinotti, al medico Ivan Battistin, nome gradito a Fratelli d’Italia, passando a Silvia Piani, ex assessore regionale leghista entrata da due anni in Forza Italia. Restando in area forzista anche Matteo Grossi, sindaco di Sant’Angelo Lomellina, non ha nascosto l’ambizione di candidarsi. Hanno le idee più chiare i partiti di centrosinistra, con Pd, M5S, Rifondazione Comunista e AVS proiettati verso il campo largo, a sostegno del giovane Massimiliano Farrell (RC).
Af, Ev



