Garlasco sommersa (anche) dalle polemiche

«Le fogne sono piene ma sotterranee, e non si vedono, mentre qui invece si vuole far vedere che si fanno cose, tipo manifestazioni come la sagra. Siamo a “panem et circenses”, insomma. Del resto il clima è quello delle elezioni, che si terranno l’anno prossimo».

L’AFFONDO È l’affondo di Mario Spialtini, leader della minoranza consiliare di Garlasco, che presenterà un’interpellanza per chiedere conto all’amministrazione comunale delle condizioni della rete di raccolta delle acque e, in particolare, della mancata pulizia preventiva dei tombini prima della violenta ondata di maltempo che nella notte tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana ha messo in ginocchio diverse zone della città. La bomba d’acqua ha invaso diversi negozi e locali, costringendo gli esercenti a una lunga mattinata di lavoro per ripulire gli ambienti. In alcuni casi sarebbero stati danneggiati anche impianti elettrici e merce. Particolarmente colpita la zona dell’incrocio tra largo Primo Maggio e corso Cavour, uno dei punti più importanti della viabilità cittadina. La violenza della precipitazione ha trasformato la strada in un corso d’acqua, con il porfido completamente sommerso.

Al lavoro le forze dell’ordine e i volontari della Protezione civile di Garlasco.

SALVARE IL SALVABILE La mattina di giovedì 10 settembre diversi commercianti si sono ritrovati a fare i conti con l’acqua entrata nei loro esercizi. Secchi, stracci e pompe sono diventati gli strumenti con cui liberare i locali e cercare di salvare il salvabile. A rendere ancora più complicata la situazione sono stati i problemi alla rete elettrica. In diverse zone di Garlasco numerose utenze sono rimaste senza corrente per alcune ore, mentre un blackout è stato segnalato anche nella frazione Bozzola. Disagi e allagamenti sono stati inoltre registrati in altri centri, tra cui Dorno e Lomello. Ora Garlasco Civica vuole portare la questione in consiglio comunale, chiedendo all’amministrazione quali interventi siano stati effettuati sulla rete fognaria e se sia stata programmata una pulizia dei tombini prima dell’arrivo del forte maltempo.

LE PRIORITÀ «Quello che è successo il 9 settembre — commenta Spialtini — dovrebbe servire almeno a cambiare le priorità: ricognizione delle criticità, pulizia sistematica di tombini e caditoie, verifica con Pavia Acque della rete fognaria e individuazione dei punti nei quali il sistema non riesce più a reggere precipitazioni intense. E cambiare le priorità significa anche avere il coraggio di mettere in coda ciò che può aspettare. Se necessario, si rallenti anche il completamento della piazzetta ex Mainetti/Renodi, un’operazione che, considerando quanto già speso e quanto ancora resta da fare, potrebbe arrivare a costare complessivamente intorno agli 800.000 euro. E si accantonino, almeno per un po’, le spese per feste, eventi, “soldi e salamelle” quando davanti abbiamo interventi strutturali che riguardano la sicurezza delle case e delle attività dei cittadini».

Davide Zardo

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