Altri soldi da spendere nella discarica della Belcreda. Sono quelli che il Comune di Gambolò ha richiesto a Regione Lombardia, in aggiunta a quelli già stanziati nel 2022, quasi 3 milioni di euro, per metterla in sicurezza. La Regione aveva, infatti, destinato nel 2022 2.873.222 euro per l’esecuzione di una serie di opere di integrazione che comprendevano il rinforzo della sponda del “Bosco dei tre Cantoni”, la revisione del ripristino degli impianti di captazione e combustione del biogas e la messa in sicurezza dell’impianto di captazione del percolato, compresa la demolizione e la rimozione delle vasche di stoccaggio e messa in opera di nuovi serbatoi. Gli interventi, in particolare, sono previsti anche sugli impianti presenti, tra cui quello elettrico e l’antincendio.
NUOVI LAVORI Nell’ambito dei lavori sono emersi anche nuove problematiche soprattutto alla copertura, che evidenzia una geometria fortemente irregolare, con impluvi e pendenze anomale conseguenti a cedimenti differenziati della copertura, fattore che ha contribuito a compromettere la stabilità e impermeabilità della copertura, creando le condizioni per determinare ampie infiltrazioni di acque superficiali all’interno del corpo rifiuti e quindi la costante produzione di percolato. Per questo si è reso necessario ripristinare i sistemi di capping, drenaggio delle acque meteoriche e degli impianti di captazione percolato e biogas. Secondo l’amministrazione l’arrivo di ulteriori finanziamenti regionali potrebbe consentire la definitiva messa in sicurezza della discarica, che è stata chiusa nel 2003, ma che ha continuato a produrre percolato, cioè la sostanza che deriva dai rifiuti interrati. Le società che negli anni sono subentrate alla gestione del terreno (che ha ospitato sia un impianto a biogas che, poi, dei pannelli solari) si sono occupate dello smaltimento della sostanza. Negli ultimi anni è toccato all’ente pubblico, che sta cercando di chiudere definitivamente la discarica dopo 30 anni.
DIBATTITO L’andamento degli interventi nell’area ha inevitabilmente suscitato dibattito politico. Il gruppo di minoranza “Uniti con Siamo Gambolò” ha presentato interpellanze per chiedere trasparenza sul cronoprogramma dei lavori e sui rischi ambientali per la cittadinanza, definendo il sito una “bomba a orologeria”.
Andrea Ballone


