Ci sono calciatori che calcano grandi palcoscenici, vestono maglie di grandi squadre, vincono coppe e guadagnano i miliardi. E poi ci sono quelli che, per scelta o per caso, per limiti loro o di chi gli sta attorno, diventano sì grandi, ma in piazze periferiche: dove non si vince nulla, se non l’amore della gente. Dove si può diventare leggende: “Il mito dei bomber di provincia” insomma.
E difatti è questo il titolo dell’ultimo libro di Emanuele Atturo, giornalista sportivo per la testata online L’Ultimo uomo che, per l’occasione, ripercorre le gesta di alcuni degli attaccanti più iconici di fine anni ’90-inizio anni 2000 che hanno militato in squadre minori. Un’operazione che, a prima vista, può sembrare un po’ ruffiana: è nostalgia di un’epoca calcistica in cui tutto ci sembrava più grande e bello? Oppure, facendo un cherry picking dei loro momenti migliori, una mitizzazione post-carriera di “local heroes” non così forti da fare il grande salto? Atturo non indulge però in facili narrazioni: certo, un pizzico di nostalgia c’è, ma giusto quella che serve per inseguire più storie fra campi spelacchiati, nebbie, posti dove il tifo calcistico è (o era) fortemente identitario. Dove un atleta non rappresenta solo sé stesso, ma dove diventa portavoce di una comunità intera. Anche se dotato di un talento sghembo, in corpi non perfetti, con caratteri non sempre facili: Atturo non nasconde nulla di tutto questo e i suoi ritratti, sentimentali e sportivi allo stesso tempo, ci mostrano innanzitutto uomini, il loro legame con la vita e con le persone attorno a loro, con lo sport, e soprattutto con i colori che hanno vestito. Il tutto nel suo stile, che è parecchio divertente e (val bene ripeterlo) e per nulla enfatico.
Per semplificare: se qualcuno vuole leggere questo libro per sentirsi dire che Dario Hubner era più forte di Cristiano Ronaldo, o all’opposto che era un miracolato del calcio, risparmiate la fatica. Ma se si vuole conoscere cosa Hubner, e Cristian Riganò, Sergio Pellissier, Andrea Caracciolo, Riccardo Zampagna, Igor Protti, e tanti altri, hanno rappresentato per i loro tifosi, per la loro gente, il volume di Atturo è un bel viaggio. Tra Piacenza e Avellino, Messina e Brescia, Terni e Livorno: dove le notti di Champions sono lontane, gli scudetti non si vincono mai, ma il pallone rotola comunque e serve qualcuno che lo scaraventi in porta e che sappia diventare… un bomber di provincia.
Alessio Facciolo

