Niente bivacchi siamo gambolesi. È questo il succo dell’ordinanza della discordia, voluta dal sindaco Antonio Costantino, nella quale si vieta di mangiare e bere nelle vie centrali del paese dopo le 22. L’obiettivo è impedire che i ragazzi si assembrino e lascino il giorno dopo i resti del loro passaggio, che poi altri devono pulire. Una decisione arrivata dopo le lamentele di diversi residenti, che scontenta però alcuni genitori, che vedono limitata la gioventù dei loro figli. Ed è così che, grazie a una lettera aperta sui social, un’ordinanza anti bivacchi diventa una difesa della libertà d’essere giovani, soprattutto in una città in cui sono gli stessi ragazzi a lamentare la carenza di posti di ritrovo, soprattutto durante le ore serali.
LA LETTERA Scrive, infatti, una madre: «Scrivo come cittadina che vive Gambolò e madre di un ragazzo di sedici anni che ha letto con preoccupazione l’ordinanza del nostro sindaco contro i bivacchi dalle 22 di sera fino alle 8 del mattino. Comprendiamo il desiderio dell’amministrazione di mantenere ordine e tranquillità nel paese, ma questa misura rischia di colpire indistintamente tutti i giovani, facendo passare l’idea che ogni ragazzo che si ritrova la sera sia automaticamente fonte di schiamazzi, o disturbo per la quiete pubblica. La realtà però, è diversa. Molti ragazzi si incontrano semplicemente per stare insieme, parlare, fare due passi o passare qualche ora all’aria aperta. Non tutti i ragazzi sono come quelli descritti nell’ordinanza: la maggior parte non urla, non sporca e non crea problemi. Con questa decisione, di fatto, ai giovani di Gambolò non resta più nessun luogo dove ritrovarsi la sera. Questo non significa che smetteranno di uscire: significa soltanto che saranno costretti a spostarsi fuori dal paese, spesso lungo lo Stradone o in zone isolate e poco sicure, dove paradossalmente i rischi sono maggiori. Forse la soluzione non è vietare, ma trovare un equilibrio e allo stesso tempo ascoltare maggiormente i nostri ragazzi: individuare spazi dove i ragazzi possano stare senza disturbare, dialogare con i giovani del paese e responsabilizzarli, invece di allontanarli completamente dalla vita della comunità. Penso che i primi a desiderare di essere presi maggiormente in considerazione nella vita pubblica sono proprio loro».
LA RISPOSTA Il sindaco Antonio Costantino ha incontrato e parlato con la mamma, spiegandole che l’ordinanza non vuole impedire ai ragazzi di uscire di sera e divertirsi: «Abbiamo avuto un incontro con la mamma che ci ha scritto – dice il sindaco di Gambolò Antonio Costantino – e ci siamo confrontati. Non è nostra intenzione vietare ai ragazzi di uscire, ma semplicemente con il regolamento abbiamo vietato di mangiare in paese dalle 22 alle 8 del mattino successivo. Abbiamo ricevuto non solo segnalazioni di abbandoni di resti di cibo e pacchetti, dopo una cert’ora, ma anche di schiamazzi notturni, alcuni cittadini infatti si sono lamentati. Diversi cittadini si sono lamentati. Per questi episodi c’è già la legge a punirli, e per questo abbiamo aumentato i controlli».
Andrea Ballone


