Il mercato del lavoro in Provincia è segnato da dinamismo e squilibri, così almeno secondo i dati raccolti dal Centro Studi di Assolombarda nel booklet dedicato a questo tema. «Il quadro che emerge per il 2025 è quello di un mercato del lavoro dinamico ma fortemente squilibrato».
NON TI TROVO «Le imprese della provincia di Pavia – spiega il documento – pubblicano oltre 30mila annunci, concentrati soprattutto nel capoluogo e trainati da servizi alle imprese (39%) e manifatturiero (22%). La domanda si distribuisce in modo significativo su profili qualificati – manager e specialisti (27%) e tecnici (17%) – ma resta rilevante anche quella per colletti blu e figure esecutive». L’elemento negativo è la mancata corrispondenza tra i profili ricercati e quelli di chi si candida per le posizioni aperte: «Il dato più critico è il mismatch: più della metà dei candidati (55.6%) è di difficile reperimento, con valori ancora più elevati per alcune categorie, segno di uno scollamento strutturale tra domanda e offerta di lavoro». Quindi Assolombarda quali scenari osserva? «Dall’analisi emerge uno scenario in cui la domanda di competenze si sta spostando verso profili sempre più qualificati e ibridi, soprattutto nelle aree STEM (Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e life science (biotecnologie, farmaceutica, ecc, ndr), eccellenza territoriale. Tuttavia, proprio questi ambiti registrano le maggiori difficoltà di reperimento: per manager e specialisti si arriva al 66,9 % di posizioni difficili da coprire, con punte estreme per gli specialisti STEM».
TECNICI CERCASI Allo stesso modo non si trovano le figure tecniche (restano scoperti circa due terzi dei posti di lavoro disponibili), tutti indicatori di un sistema scolastico e un sistema produttivo che non si parlano: «L’ostacolo principale è il mismatch tra competenze richieste e disponibili. È sempre più evidente che le imprese cercano non solo conoscenze tecniche, ma anche competenze trasversali e digitali: il 42% degli annunci richiede uso del computer e il 37% competenze linguistiche. A ciò si aggiunge la carenza di soft skills come gestione del tempo e problem solving. Un ulteriore vincolo è la difficoltà strutturale di reperimento nei settori chiave, vale a dire: life science, manifattura avanzata, che rischia di frenare la crescita». In tutto questo emergono delle opportunità? «Le opportunità sono legate alla forte domanda di lavoro, ampia e diversificata, e alla presenza di filiere produttive solide e specializzate. Il peso del life science e del manifatturiero avanzato rappresenta un vantaggio competitivo, così come la crescente richiesta di competenze digitali e trasversali, che apre spazi per percorsi formativi mirati. Non solo: va inoltre ricordato che la prevalenza di contratti a tempo indeterminato, che supera il 79% degli annunci, segnala una domanda stabile e strutturale, su cui costruire politiche efficaci di sviluppo del capitale umano e attrazione dei talenti”.
Isabella Giardini


