Favorire l’inclusione sociale, la cura e l’accompagnamento degli anziani attraverso strutture e servizi su misura. Succede a Vigevano dove, nel settembre 2023, la Caritas ha ridato vita al Centro sociale anziani di via Sacchetti, nei locali dell’istituto De Rodolfi, per offrire uno spazio accogliente di ascolto, di attività, di svago e condivisione per la popolazione over 65 della città.
«Grazie al prezioso contributo dei fondi 8xmille della Chiesa cattolica — spiega don Moreno Locatelli, direttore della Caritas diocesana di corso Torino — abbiamo avuto la possibilità di fornire una risposta concreta agli anziani del nostro territorio. La comunità vuole farsi prossima, offrendo luoghi e relazioni che generano fiducia, partecipazione e speranza, soprattutto nelle fasi più delicate della vita».
Che peso hanno questi fondi nel darvi la possibilità di intercettare la fragilità?
«I dati statistici ci raccontavano di una città senza luoghi aggregativi per gli anziani attivi, desiderosi di trovarsi e stare insieme. Da questa considerazione è nata l’idea di avviare un’iniziativa per questa fascia di popolazione utilizzando uno spazio già esistente, e da sempre destinato alla popolazione anziana che, complice anche il periodo pandemico, aveva subito un calo di frequentazione e non era più stato utilizzato al massimo delle sue potenzialità».
A chi è rivolto il Csa?
«Il centro ha accolto ad oggi 374 iscritti con un’età media di circa 75-80 anni. Abbiamo trasformato un luogo già conosciuto in uno spazio aperto, dove trovare sempre qualcuno disponibile all’ascolto, alla condivisone di un caffè in compagnia offrendo un ventaglio di proposte di attività specifiche per stimolare e conservare le capacità residue degli anziani. Laboratori espressivi e manuali, ginnastica dolce, esercizi di stimolazione cognitiva, gruppi di sostegno, sportelli di ascolto e attività ricreative e laboratoriali, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità, sono alcune delle attività settimanali completamente gratuite. È previsto anche un laboratorio dedicato agli anziani con Alzheimer, pensato per stimolare le capacità cognitive, favorire una quotidianità più serena e offrire sollievo ai familiari e ai caregiver».
Come è composta l’equipe?
«Da una coordinatrice e un’operatrice sociale, oltre a figure educative, professionali e volontari che si alternano nella proposta delle attività. Il Centro è oggi un riferimento per la città di Vigevano dove gli anziani possono accedere gratuitamente, partecipando alle proposte dell’équipe, che oltre alla parte socializzante e ricreativa, offre anche supporto psicoeducativo alla persona, con spazi individuali, dove poter condividere timori, pesi e fatiche».
Ma tutto questo produce ricadute positive per il cittadino?
«Il servizio è inserito in una rete solidale che coinvolge parrocchie, istituzioni locali e mondo del volontariato, contribuendo allo sviluppo di un welfare di comunità attento alla terza età e alle nuove povertà relazionali. C’è ormai una stabile e fruttuosa collaborazione con le forze dell’ordine locali, che annualmente formano gli anziani sulle possibili truffe più comuni. Consolidata è anche l’attenzione riservata al territorio, grazie alla sinergia con associazioni culturali che supportano il Centro nel far conoscere agli ospiti luoghi meno frequentati ma con grande valenza artistica. Ciò che ad oggi continua a stupirci è la fiducia che viene riposta nelle nostre idee da parte delle persone che ogni giorno incontriamo. Crediamo fortemente in questo progetto, nel clima accogliente che pervade la nostra realtà che è fonte di ispirazione e voglia di andare avanti. Smussiamo depressione e diffidenza in persone che non uscivano di casa da anni».
Davide Zardo



