Venghino, venghino, siore e siori, inizia la nuova era per Vigevano. La bandiera della Lega è stata ammainata e ora sventolano quella di Forza Italia e della civica Lab 27029.
GIACCHE E CRAVATTE Il rito del primo consiglio è però sempre lo stesso. Tutti i protagonisti in pole position, il parterre di primari, comprimari e comparse tra il pubblico, dove vincenti e perdenti sono amabilmente mischiati. Beh, forse amabilmente no, anche perché mercoledì sera faceva un caldo davvero insopportabile. Lontano dalle finestre si boccheggiava. Soltanto il consigliere regionale Andrea Sala non ha mollato neppure un attimo la divisa di “politico impeccabile” con giacca e cravatta, seguito soltanto in un secondo momento da Marco Demarziani, quando è stata formalizzata la sua nomina a presidente del consiglio comunale. Tutto pronto per il via libera al confronto che caratterizzerà gli anni di mandato per il governo della città ducale. E prima di ogni gara che si rispetti non è mancato neppure il minuto di raccoglimento chiesto dall’assessore Domenico Cassese per la morte di un agente della polizia municipale di Milano avvenuta durante un inseguimento in moto nei giorni scorsi. Subito dopo il giuramento del sindaco, la convalida degli eletti, la presentazione della giunta con le varie deleghe e la nomina del presidente del consiglio comunale. E in quel frangente sono subito partite le prime punzecchiature post elettorali.
PROVOCAZIONI Il primo “moscerino” è stato il leghista Andrea Sala, che ha fatto notare senza mezzi fronzoli il peso dei “portafogli” dei vari assessori, con Forza Italia a far la parte del leone e la civica Lab 27029 con assessori aventi una disponibilità di spesa estremamente più leggera. Poi ha ricordato il passato politico a sinistra degli ex Pd come Barbara Verza (assessore) e Michele Bozzano (che a oggi non ha però alcun ruolo e non era candidato) e, ciliegina sulla torta, il tentativo di creare maretta tra le due forze politiche di maggioranza, proponendo come presidente del consiglio comunale la civica Federica Boneschi. Analoga proposta di voto anche da parte di Alessio Bertucci (Pd), Rossella Buratti (Vigevano Sicura) e Paolo Iozzi (FdI). La maggioranza in blocco, con i suoi portavoce Mario Manzella (Forza Italia) e Cesare Omodeo Zorini (Lab27029), sostenuti anche dall’avvocato Furio Suvilla (Futuro Nazionale), hanno proposto l’avvocato Marco Demarziani che, votato al primo scrutinio, ha subito preso il posto del consigliere anziano Arianna Spissu. Luca Bellazzi (Polo laico) ha proposto invece, forse come provocazione, Paolo Iozzi. Ed è proprio dal rappresentante di Fratelli d’Italia che è arrivata la prima “nota politica”. Dopo aver appoggiato il sindaco al ballottaggio, il suo partito, restato in minoranza, ha subito preso le distanze. «Fdi non si è negata al confronto, la scelta di non fare alcuna intesa è stata presa da questa maggioranza». Della serie: single per scelta… degli altri. Poi gli ultimi due punti di pura burocrazia: elezione della commissione elettorale e indirizzo per la nomina e la designazione di rappresentanti del Comune presso enti aziende ed istituzioni.
DIMISSIONI Non sono passate neppure dodici ore che, in mattinata, è subito arrivato il comunicato del gruppo consiliare del Partito democratico, che chiede le dimissioni di Demarziani dalla segreteria cittadina di Forza Italia. «Riteniamo del tutto inopportuna l’elezione di Marco Demarziani a presidente del consiglio comunale – scrivono in un comunicato – È infatti l’ennesima prova che Forza Italia ha fatto incetta di tutti i posti più importanti relegando la civica Lab in disparte. A differenza di quanto ventilato dallo stesso sindaco sulla stampa, non solo non c’è stata nessuna discussione condivisa tra maggioranza e minoranza per l’elezione del presidente del consiglio comunale, ma la maggioranza ha scelto addirittura il segretario di Forza Italia, affidando al principale dirigente del partito un ruolo che dovrebbe invece essere super partes e garante di tutti». Come può essere al di sopra delle parti il segretario politico di Forza Italia?, si chiedono i consiglieri del Pd. Insomma, la polemica è già bollente.
Massimo Sala


