Una fragilità che diventa occasione di vita. È il senso dell’impegno che la Caritas diocesana di Vigevano porta avanti dal 2024 al Centro sociale per anziani di via Sacchetti, come mostrato domenica 26 luglio in “A sua immagine” su Rai 1.
VIGEVANO IN TV In una puntata dedicata alla Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, giunta alla sesta edizione, la conduttrice Lorena Bianchetti ha ospitato in studio Francesca Levroni della Caritas italiana e lo psicologo Ezio Aceti, collegandosi in diretta con don Moreno Locatelli, direttore della Caritas Diocesana di Vigevano. Al centro della trasmissione, il racconto di tradizioni, storie e iniziative che testimoniano il valore dei nonni e degli anziani nella società e promuovono lo scambio con le giovani generazioni. Un esempio su tutti, quello di Vigevano, dove la Caritas sta realizzando dei progetti di cittadinanza attiva per gli anziani.
Che non vengono messi al margine – ha spiegato don Locatelli – ma anzi attraverso un progetto di care-education accompagnano altri anziani.
E poi ginnastica, danza, teatro, gioco delle carte, scambi di vita vissuta con le giovani generazioni.
UTILI AGLI ALTRI «La terza età – ha detto il direttore della Caritas ducale – possiede l’entusiasmo di essere utili agli altri, affinché anche i giovani possano imparare. È un incontro che porta ricchezza a entrambi, non solo a livello di pensiero, ma in modo concreto, vero, fatto di relazioni pratiche». Un’attenzione particolare è stata rivolta al tema scelto da papa Leone XIV: «Io invece non ti dimenticherò mai» (Isaia 49,15), che ricorda che l’amore di Dio non viene meno neanche nella fragilità della vecchiaia, ed esorta le famiglie e la comunità a non lasciare in disparte gli anziani.
PIÙ FRAGILI E SOLI «La fragilità e la solitudine sono in aumento – ha dichiarato Francesca Levroni – e per questo il progetto vigevanese è importante». Tanto da essere stato scelto per la campagna promozionale dell’8 per mille alla Chiesa cattolica. «Tra anziani e giovani si crea un legame – così Ezio Aceti – un’esperienza sociale piena, che i ragazzi quando saranno grandi potranno trasmettere a loro volta ai loro figli». Evitando così un «avvelenamento del cuore – come ha sottolineato Lorena Bianchetti – verso chi apparentemente non serve più alla società». Un rischio che esiste, «mentre gli anziani invece sono un dono – ha concluso don Moreno Locatelli – e ci auguriamo che questa festa diventi uno stimolo affinché un passo avanti ci sia».
Davide Zardo



