Alzi la mano chi conosce il DDL Zan…?! La domanda viene spontanea dopo tutte le polemiche seguite all’intervento di Fedez sul palco del “concertone” del 1° maggio e tutto quello che ne è seguito.
Sta accadendo, secondo noi, quello che, per una legge così importante, non avrebbe dovuto succedere e gli stessi proponenti della legge non avrebbero dovuto permettere che accadesse, vale a dire un dibattito “da piazza”
Non per censura, anzi, per aiutare la gente a capire bene il significato e il merito della legge, in tutti i suoi aspetti e le sue conseguenze.
Certamente non si può “propagandare” una legge così importante con slogan urlati da un palcoscenico e nemmeno con denunce e affermazioni che valgono il tempo che trovano.
Prima ancora della sua personale polemica con la Rai, Fedez, secondo noi, anche se si arroga il titolo di “influencer” ha ingannato la gente, lanciando dal palco affermazioni solo propagandistiche, mettendola semplicemente e volutamente sulle discriminazioni di genere o cose di questo genere.
Questo, d’altronde, è il metodo di certa politica. Era accaduto anche per le leggi sul divorzio, sull’aborto, sulla 194, eccetera. Si “butta in faccia” alla gente la parte emotiva, parlando di “casi pietosi” (vedi divorzio o eutanasia) o discriminazioni (vedi Ddl Zan) senza offrire ai cittadini, come vera democrazia vorrebbe, gli oggettivi elementi per cogliere bene il “cuore” della legge, andando oltre l’emotività e, peggio ancora, la propaganda ideologica.

Sappiamo, ad esempio, che la legge in questione mette sul tavolo quella che potremmo definire l’architrave del concetto di persona, di vita, di relazioni.
Come hanno sottolineato i vescovi italiani in un loro recente comunicato, non si può imporre un “modello culturale” di vita con una legge, con il conseguente rischio di sfociare sempre nella ideologia piuttosto che nella valorialità di una struttura etica e culturale
Per questo il nostro giornale farà il possibile, già dalle prossime settimane, per aiutare a “conoscere” il Ddl Zan, senza pregiudizi, anzi, con l’apertura al dibattito che può anche favorire la riflessione sulla vita, sulla persona, sulla relazionalità.
Con tutto rispetto per l’influncer Fedez… la vera “influenzalità” non può essere lasciata in mano a “pochi” pur con i loro milioni di like, ma deve nascere dal “sentire” delle persone, da quel senso del bene e della vita che ciascuna creatura porta con sé, da sempre!
Dep


