Osservatorio 09-07 / La “conta” dei voti

Così si andrà alla conta! La prossima settimana il Decreto legge “Zan”, approderà in Senato per l’approvazione (o la bocciatura) definitiva. Rattrista il fatto che una legge così importante (non si tratta di decidere se aumentare o diminuire le tasse o se consentire di passare col semaforo rosso o verde, ma si tratta di una legge che può indirizzare molto, in futuro, il concetto stesso di persona o di vita) sia lasciata in balia di una manciata di voti da una parte o dall’altra.

Pensando poi a cosa ci potrebbe stare dietro a questi voti: non una seria riflessione e convinzione su importanti tematiche etiche e di architettura della stessa società per il bene della persona, ma (come succede spesso per le votazioni in Parlamento) magari semplicemente la promessa di un posto nella stanza dei bottoni nella prossima legislatura o una bocciatura politica decisa dall’alto.

Già tutto l’iter del Ddl, il modo con cui è stato presentato, l’arroganza con cui è stato difeso e il clamore da avanspettacolo con cui è stato portato sulle piazze, lo classifica chiaramente come un Decreto di matrice prettamente ideologica e politica,

OSS Coronavirus 22-01 - Senato Palazzo Madama
Palazzo Madama

naturalmente quando si legge “politica” nel senso più deteriore del termine e “ideologica” quando la si vive più come tifo da stadio che come autentica espressione culturale ed etica di uno Stato o comunque di una larga espressione d’opinione dei cittadini.

Lo dimostrerà la reazione di coloro che difendono questa legge, quando alla sua approvazione si riverseranno sulle piazze per manifestare il loro entusiasmo a mo’ di tifo da stadio. Non si tratta di vincere o di perdere…!

l’onorevole Alessandro Zan

Non merita tutto questo un Decreto legge come quello in questione, perché non ha un sapore semplicemente politico, ma un significato etico e culturale sul concetto di vita e di persona. Si possono e si devono rispettare tutte le idee e opinioni, però sembra giusto che tutte queste vengano messe a confronto per un dibattito sereno, indirizzato unicamente al bene e allo “star bene” della persona, che poi è la più importante “mission” di ogni azione politica.

Facile pensare che in Senato, la prossima settimana, ci sarà un tifo e uno scontro da stadio più che un sereno “ragionare” su queste importanti questioni, non semplicemente per arrivare ad un “compromesso” (concetto troppo spesso abusato dal mondo politico), ma ad una “sintesi”.

Inutile nascondere le difficoltà, perché si scontrano ideologie diverse, ma già sarebbe importante che al concetto di “scontro” venisse sostituto quello di “dialogo”, per non rischiare che una Legge che vuole andare oltre le discriminazioni, diventi essa stessa discriminante in altri modi e su tematiche differenti.

Dep

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