I Nomadi e Nek conquistano “Vigevano in Castello”

Da una parte la speranza per costruire un mondo migliore e l’importanza di ricordare sempre le proprie origini. Dall’altra il valore dell’amore tra le nuove generazioni. I linguaggi e la formazione artistica dei Nomadi e di Nek appartengono a mondi e contesti culturali diversi, ma ciò che conta è che entrambi hanno conquistato la città ducale con i loro concerti della rassegna “Vigevano in Castello 2025”.

PACE E SPERANZA Venerdì 18 luglio è il gruppo emiliano attivo dal 1963 ad aver regalato al pubblico due ore di concerto, interpretando classici del repertorio, insieme a brani più recenti. È la voce di Yuri Cilloni a intrattenere la gente con i brani simbolo del gruppo, tra i quali Auschwitz, la canzone del bambino nel vento. Il messaggio che il gruppo ha voluto trasmettere è stato chiaro:

Porre fine ai conflitti, alla sofferenza e sperare nella pace.

Prima di salutare il pubblico e di concedersi a foto e autografi con i propri fans, i Nomadi hanno proposto e strappato applausi con “Io vagabondo”, un brano che invita tutti a non perdere mai la speranza e guardare verso il cielo, dove come scritto proprio nel testo “mi è rimasto Dio”.

Nek in castello
Nek in castello

AMORE Con i Nomadi non è mancato uno sguardo all’attualità, tipico di chi attraverso l’arte vuole trasmettere insegnamenti, mentre con Filippo Neviani, quel “Nek” che tanto piace sia alle nuove generazioni sia a chi conosce la musica degli anni Novanta e i primi anni Duemila, si è ballato e cantato sulle note di brani con protagonista l’amore. Durante il suo concerto nella serata di sabato 19 luglio il cantautore emiliano ha proposto tanti brani del suo repertorio tra cui “Lascia che io sia”, “Nessun rimpianto”, “Se telefonando”, “Fatti avanti amore”, e su richiesta dei suoi ammiratori “Laura non c’è”. Con la sua chitarra, la sua anima rockettara ha coinvolto tutti, ha fatto avvicinare ragazzi e ragazze al palcoscenico per renderli direttamente partecipi della sua musica. Un concerto durante il quale a fare da filo conduttore è stata l’energia trasmessa da Filippo Neviani.

Edoardo Varese

Le ultime

Azzardo / Il lato perdente del tavolo

Caravaggio raffigura i bari mentre si prendono gioco di...

Elachem, ecco il tuo Freeman

Una mossa inaspettata per pochi, ma sperata un po’...

Piccolini, sopralluogo alla materna

La prima campanella dell’anno è suonata, ma la porta...

Viaggio in Paese / Pieve del Cairo, dove la storia ha il volto di una comunità

Mirella è morta da anni, e la sua storica...

Login