Quando nasce la curiosità per le rievocazioni storiche come quelle che propongono i “Musici e Alfieri dell’Onda Sforzesca”?
«La mia passione per il mondo della rievocazione storica nasce da lontano e si è sviluppata attraverso due elementi che hanno sempre accompagnato la mia crescita personale: la musica e il forte legame con il territorio in cui sono nato e cresciuto. Mi sono avvicinato al gruppo proprio grazie alla mia inclinazione musicale e perché frequentavo la parrocchia dei Santi Giovanni e Pio, nella contrada Valle, ambiente nel quale tradizione, senso di appartenenza e vita comunitaria erano valori vissuti concretamente ogni giorno. Crescendo a Vigevano, città ricca di storia, di simboli e di riferimenti al proprio passato, è stato naturale lasciarmi affascinare da quel mondo fatto di costumi, tamburi, bandiere, cerimonie e racconti tramandati nel tempo. Fin da ragazzo osservavo con interesse le manifestazioni storiche e rimanevo colpito dal fatto che non fossero semplici spettacoli, ma occasioni capaci di rendere viva la memoria collettiva di una città. In quei momenti percepivo che dietro ogni esibizione esistevano impegno, disciplina, studio e passione condivisa».
Cosa significa per lei fare parte dell’associazione ed essere presidente?
«Significa moltissimo: con il passare degli anni quella curiosità iniziale si è trasformata in una partecipazione sempre più attiva. Ho imparato a conoscere il valore del lavoro di gruppo, l’importanza della costanza nelle prove, il rispetto dei ruoli e la bellezza del raggiungere insieme un obiettivo comune. Dal 2013 seguo e gestisco il gruppo che oggi è conosciuto come Musici e Alfieri dell’Onda Sforzesca, accompagnandone passo dopo passo l’evoluzione e la crescita sotto diversi aspetti. Nel 2018 l’associazione è nata ufficialmente nella forma attuale e, fin dalla sua costituzione, ne ricopro il ruolo di presidente. Per me questo incarico non rappresenta un titolo, ma una responsabilità. Essere presidente significa ascoltare, mediare, organizzare, motivare e soprattutto cercare di custodire lo spirito che anima il gruppo. L’Onda Sforzesca non è soltanto un’associazione culturale: è una comunità di persone che mettono a disposizione tempo, energie e competenze per un progetto condiviso».
Quali momenti ricorda con maggiore fierezza? E le difficoltà?
«Il mio compito è quello di dare una direzione chiara, mantenendo però sempre al centro le persone. Ogni componente del gruppo, dai più giovani ai più esperti, porta un contributo importante. Credo molto nel valore educativo di questa esperienza, perché insegna il rispetto delle regole, la collaborazione, la capacità di affrontare sacrifici e la soddisfazione di vedere i risultati del proprio impegno. In un tempo in cui tutto appare veloce e immediato, vivere un percorso costruito con pazienza è un insegnamento prezioso. Nel corso degli anni ho vissuto numerosi momenti di soddisfazione. Ogni esibizione ben riuscita, ogni applauso ricevuto, ogni trasferta condivisa lascia un ricordo importante. In particolare, trovo molto significativo quando portiamo il nome di Vigevano fuori città e veniamo apprezzati da altre realtà storiche. Significa rappresentare con orgoglio il nostro territorio e mostrare il valore del lavoro svolto con serietà nel tempo.

Tra i risultati più recenti che mi rendono particolarmente orgoglioso desidero ricordare il titolo di campione regionale Under 16 nella categoria singolo conquistato nel 2025 da Gabriele Ceriani. È un traguardo che premia il talento personale, ma anche il percorso formativo costruito all’interno del gruppo. Allo stesso modo, nel marzo 2026 il nostro musico Simone Ceriani è stato selezionato all’interno della rosa della Nazionale Italiana della Lega Italiana Sbandieratori. Anche questo rappresenta motivo di grande soddisfazione per tutti noi. Questi riconoscimenti confermano che investire sui giovani è la strada giusta. Vedere ragazzi crescere, maturare sicurezza, imparare disciplina e vivere con entusiasmo il gruppo è forse la soddisfazione più grande che possa provare chi guida un’associazione come la nostra. I risultati sportivi o tecnici sono importanti, ma il vero successo è accompagnare persone giovani in un percorso positivo. Naturalmente non mancano le difficoltà. Gestire un’associazione basata sul volontariato significa confrontarsi con il poco tempo a disposizione, con gli impegni lavorativi e familiari dei soci, con la necessità di organizzare attività complesse e con il bisogno costante di programmare il futuro. Non è sempre semplice trovare equilibri o garantire continuità. Tuttavia proprio queste sfide rafforzano il senso di appartenenza e insegnano a lavorare con maggiore determinazione».
Cosa vuol dire per una città come Vigevano avere un’associazione come la vostra?
«Ritengo che una realtà come l’Onda Sforzesca abbia un ruolo importante per Vigevano. Non si tratta solo di animare feste, sfilate o manifestazioni, ma di contribuire a mantenere viva una memoria condivisa. La nostra città possiede una storia straordinaria e merita di essere raccontata anche attraverso linguaggi coinvolgenti, capaci di avvicinare persone di tutte le età. Le bandiere, i tamburi, la musica e i costumi sono strumenti efficaci per trasformare la storia in esperienza viva».
Si è appena svolto il Palio dei Fanciulli… Poi? Cosa avete nel cassetto delle proposte?
«Uno degli appuntamenti a cui tengo maggiormente è proprio il Palio dei Fanciulli. È un evento speciale perché mette al centro bambini e ragazzi, offrendo loro la possibilità di sentirsi protagonisti e di avvicinarsi a questo mondo con entusiasmo e naturalezza. Credo che seminare interesse nelle nuove generazioni sia fondamentale per il futuro di ogni tradizione. Nel corso di quest’anno saremo presenti in numerosi eventi: a Mortara siamo appena stati al Palio della Santa Croce nel mese di maggio e andremo per il Palio dell’Oca a settembre; a Binasco per Binasco Medievale; a Romentino; a Bellinzago Lombardo; al Palio di San Pietro ad Abbiategrasso e al Palio d’Avucat a Caponago. Ogni appuntamento rappresenta occasione di incontro, confronto e crescita reciproca».
I suoi figli fanno parte dell’associazione? Le piacerebbe vederli sfilare?
«Un aspetto per me molto importante riguarda il legame tra questa esperienza e la mia vita familiare. I miei figli, Biancamaria di cinque anni e Ludovico di cinque mesi, prenderanno parte al prossimo Palio dei Fanciulli. Per me è motivo di grande emozione. I loro nomi sono stati scelti ispirandoci alla storia di Vigevano: Biancamaria richiama Biancamaria Visconti, mentre Ludovico richiama Ludovico il Moro. Mi piacerebbe vederli un domani diventare sbandieratori o musici, ma senza alcuna imposizione. Vorrei che potessero scegliere liberamente, guidati dalla curiosità e dal piacere di vivere un ambiente sano e ricco di valori. Anche mia moglie fa parte dell’associazione e in passato ha suonato il tamburo. Ci siamo conosciuti ventitré anni fa, quando facevamo parte del gruppo storico dell’associazione Sforzinda. Questo rende tutto ancora più significativo, perché l’Onda Sforzesca non è soltanto un impegno associativo, ma una parte importante della nostra storia personale e familiare. Parallelamente al mio ruolo nell’associazione, sono insegnante di sostegno, laureato in Scienze Pedagogiche, e sto frequentando il corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria presso l’Università Cattolica di Milano. Anche la musica continua ad accompagnarmi: faccio parte dello Zefiro Ensemble, realtà corale vigevanese nella quale canto come tenore. Se dovessi riassumere il motivo per cui continuo a dedicare tempo ed energie a questa realtà, direi che sta tutto nelle persone, nei legami costruiti e nella possibilità di crescere insieme condividendo valori autentici».
Isabella Giardini


