Un concerto straordinario. È quello che l’auditorium “Città di Mortara” ospiterà sabato 11 ottobre alle 21, in memoria di don Giovanni Zorzoli, figura amatissima della comunità mortarese, a dieci anni dalla sua scomparsa.

LA PETITE MESSE Per l’occasione verrà eseguita una delle pagine più intense e solenni di Gioachino Rossini: la “Petite Messe Solennelle”, affidata all’interpretazione dell’Ars Cantica Choir e dei solisti del RossiniLab (Conservatorio di Novara). A guidare l’esecuzione sarà il direttore Marco Berrini, affiancato da Alessandro Marangoni al pianoforte e Massimo Gabba all’harmonium. I biglietti (15 euro, prezzo unico) sono disponibili su www.mailticket.it Un evento che promette non solo musica di altissimo livello, ma anche un momento di memoria collettiva, in cui il linguaggio universale dell’arte diventa ponte tra passato e presente. Don Giovanni Zorzoli (1938-2015) è stato una delle figure più luminose della vita culturale e spirituale di Mortara. Sacerdote dal cuore grande, seppe unire la vocazione pastorale a una straordinaria passione per la musica, convinto che il canto e l’arte fossero vie privilegiate per avvicinare le persone al sacro e, più in generale, al senso della bellezza.
ANIMA DELLA CITTÀ Per lunghi anni animatore della vita cittadina, don Giovanni fondò cori, promosse concerti, incoraggiò giovani talenti e contribuì a fare della musica corale una realtà viva e radicata nella comunità. Era un uomo di grande ironia e umanità, ricordato per il suo sorriso contagioso, i suoi toscanelli, e per la capacità di farsi prossimo a tutti, senza distinzioni. Il suo carisma andava oltre i confini ecclesiastici: abile caricaturista, per decenni esorcista diocesano, era un punto di riferimento anche per chi non frequentava la chiesa, perché sapeva ascoltare, consigliare e infondere fiducia. Tra le sue passioni spiccava naturalmente Rossini, autore al quale dedicò tante energie e che oggi torna protagonista di questo concerto commemorativo. Il concerto dell’11 ottobre non sarà soltanto un omaggio alla memoria di don Zorzoli, ma un modo per rinnovare quella scintilla che egli seppe accendere: l’idea che la musica possa essere comunità, dialogo, bellezza condivisa.
Davide Zardo

