È un clima di grande gioia e serenità, quello che si respira nei centri estivi del vicariato urbano. Al San Giuseppe al Cascame venerdì 4 luglio si è tenuta la festa di metà Grest, esplosa in colori e musica, tra i canti e le scenette ispirate alle Cronache di Narnia: segno che la fantasia, quando si fa veicolo di valori, può diventare ponte tra i mondi, anche nei cuori più giovani. “Toc Toc”, in pratica, ha bussato davvero, ed è stato accolto.
IL MESSAGGIO In 140 hanno risposto all’appello, insieme ai loro 40 animatori e 10 educatori, custodi di questa magica avventura estiva. «Il messaggio di “Toc Toc” è passato – racconta il parroco don Paolo Nagari – sia nei momenti di preghiera e di riflessione, sia nell’animazione teatrale ispirata ai libri di C. S. Lewis. I genitori sono molto contenti della bella atmosfera che si è venuta a creare. E poi puntiamo molto sul canto, che coinvolge i ragazzi in modo particolare. Siamo andati in gita al Rifugio Pastore di Alagna Valsesia, ed è stato anche quello un bel momento». Don Moreno Locatelli è responsabile dei grest delle parrocchie di Fatima e San Carlo a Piccolini:
In un momento particolare come quello che stiamo vivendo, vogliamo trasmettere ai bambini l’importanza della speranza attraverso momenti di gioco e di preghiera.







I 25 animatori del Grest di Battù diventano sempre più bravi. Parola di don Florindo Arenghi, che non nasconde la propria soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa, capace di raccogliere una quarantina di iscritti. Qui il Grest è più piccolo, ma la passione non è certo meno grande. «Venerdì – spiega don Florindo – faremo una festa con pizza, uno spettacolino teatrale e le premiazioni per varie categorie». Un Grest in trasferta per i ragazzi del Negrone, che in virtù dei lavori di ristrutturazione in programma all’oratorio, stanno svolgendo il centro estivo all’Istituto San Giuseppe: «Anche quest’anno abbiamo avuto un ottimo riscontro – dichiara don Antonio Mercuri – e gli animatori si impegano a organizzare gite e eventi per i bambini». Stesso discorso per i ragazzi della Madonna Pellegrina che fanno il Grest insieme ai bambini del Negrone.
IN BUONE MANI A San Pietro Martire i ragazzi dalle scuole medie in su seguono l’oratorio Negrone, ospitati dall’istituto San Giuseppe, mentre i bambini di materne ed elementari restano “in loco”. «Abbiamo 40 piccoli – spiega don Emilio Pastormerlo – che grazie a 4 animatori si divertono molto. E le famiglie sono tranquille, perché sanno che i loro bambini sono in buone mani». Al Sacro Cuore gli iscritti sono 110, seguiti da 50 tra animatori e aiuto-animatori.
Il tema di quest’anno – spiega don Stefano Targa – è lo stesso scelto dalla diocesi di Milano: il viaggio a Roma di Giuby e Leo, due ragazzi che per attraversare la porta santa dovranno vivere mille avventure.

MATURARE Ad aiutare don Stefano Targa c’è don Massimo Fusari, che si occupa dei Grest ai Santi Giovanni e Pio. Gli iscritti sono un’ottantina, e possono contare su 40 animatori. Tra questi, Sofia Goi: «E’ una bellissima esperienza – racconta la giovane – che ti fa maturare anche mentalmente. La nostra è una parrocchia periferica, e nelle famiglie ci sono anche casi particolari. Ci vuole tanta delicatezza, ma è appagante vedere i risultati». Cento iscritti a settimana, 50 tra animatori e aiuto-animatori: il Grest dell’Addolorata terrà aperte le proprie porte per tutto luglio: «Per favorire la comunicazione tra animatori e bambini – dichiara don Luigi Colombo – abbiamo pensato di introdurre dei walkie-talkie, facciamo laboratori, gioco squadre e un minigrest aperto a tutti, per bambini dai 3 ai 6 anni». La parrocchia Beata Vergine Immacolata aprirà le porte anche la prima settimana di settembre: ancora un momento per stare insieme a pochi giorni dalla riapertura delle scuole.
Gifra, riscoprire speranza e fratellanza
La fratellanza come valore che esprime un legame profondo di affetto, solidarietà e rispetto reciproco tra individui.
MOMENTI CHIAVE Non è un caso che ai centri estivi dei frati cappuccini gli assistenti del Gifra quest’anno hanno deciso di proporre ai bambini di vedere “Koda fratello orso”, un film che insegna come anche l’odio può trasformarsi in amore: «È un film d’animazione – spiega fra Giuseppe Fornoni – che racchiude tutti i valori che vogliamo trasmettere ai bambini. È un film adatto anche a trasmettere l’importanza dell’Anno Santo: il protagonista della storia, infatti, attraversa un vero e proprio percorso di formazione». I centri estivi del convento di corso Genova sono iniziati il 23 giugno e dureranno fino al 19 luglio. La visione a puntate di un film è solo uno dei tanti momenti simbolici che caratterizzeranno queste settimane:
Gli assistenti – continua fra Giuseppe – ripropongono uno spettacolo sulla parte di film che i bambini hanno appena visto. Subito dopo non manca il bis, contraddistinto da un pizzico di ironia e da tanto divertimento.
DA ASSISTITO A ASSISTENTE Giochi, laboratori, preghiere non mancano mai, così come i vespri e le classiche pizzate del venerdì tra gli assistenti. Alessandro Maggioni oggi è un assistente, lo è da quattro anni ma la sua esperienza al Gifra inizia più in là, nel 2014: «Ho capito grazie a questa esperienza – racconta – cosa significa essere un assistente, cosa significa assistere un bambino. Significa instaurare un rapporto di fiducia con i più piccoli, rispondendo alle loro domande e aumentando la loro curiosità riguardo a quello che accade. Rispondere alle loro domande è anche per me un elemento di crescita». Alessandro da assistito è diventato assistente e può confermare che la vita è come una scala da percorrere «ogni giorno al meglio delle nostre potenzialità».
Dz, Ev


