AGGIORNAMENTO 11.36 Tra gli indagati anche il sindaco di Sartirana Paolo Pietro Gianni Ghiselli, amministratore di un’azienda agricola.
Riso venduto come biologico ma coltivato con sostanze non consentite: sotto inchiesta 14 aziende della Lomellina. La Guardia di Finanza, su disposizione del GIP del tribunale di Pavia, ha eseguito un sequestro preventivo per oltre 10 milioni di euro.
ACCUSE PESANTI Gli agricoltori sono accusati di frode in commercio e truffa per ottenere erogazioni pubbliche. Secondo gli investigatori delle fiamme gialle il sistema avrebbe permesso alle aziende coinvolte di guadagnare dalla vendita del riso come prodotto biologico e di ottenere contributi ai quali non avevano diritto. Questa mattina la guardia di finanza e gli ispettori del Icqrf, organismo del Ministero dell’agricoltura che si occupa delle frodi alimentari, hanno eseguito il sequestro preventivo nelle aziende coinvolte.
LE INDAGINI L’inchiesta era iniziata tre anni fa a seguito di segnalazioni della Federbio ed ha fatto emergere come la produzione di riso biologico, dichiarata dalle 14 aziende agricole sotto inchiesta, appariva incompatibile con l’estensione di terreno adibito a queste coltivazioni. Era emerso il sospetto che la produzione eccessiva fosse realizzata attraverso il ricorso a prodotti non ammessi nel biologico. Sono così scattate le perquisizioni nelle aziende coinvolte e i finanzieri hanno sequestrato ingenti quantitativi di fitofarmaci e fertilizzanti vietati e di documenti extracontabili che, secondo l’accusa, provano i comportamenti illeciti già emersi dalle intercettazioni telefoniche. Altre conferme sono arrivate dagli esiti degli esami di laboratorio eseguiti sui campioni delle piantine di riso. La maggior parte delle aziende coinvolte si trova in Lomellina, un territorio che insieme al Vercellese e uno dei maggiori produttori di riso a livello nazionale.
Adriano Agatti


