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    HomeDiocesiIntercessione per l'epidemia: «Preghiera ci dia speranza e coraggio»

    Intercessione per l’epidemia: «Preghiera ci dia speranza e coraggio»

    Cattolici, ortodossi, copti e musulmani uniti nella preghiera: alle 17 di oggi, ognuna dai propri luoghi di culto e con i propri riti, le diverse comunità religiose della città di Vigevano hanno innalzato nello stesso momento la propria voce per chiedere a Dio la fine dell’epidemia. «Facciamo questo momento in comunione con le altre comunità cristiane e anche con la comunità islamica – ha dichiarato il Vescovo Maurizio Gervasoni a inizio della cerimonia in Duomo, seguita sulla pagina Facebook de L’Araldo da oltre 400 persone – con l’unico intento di lodare il Dio creatore, che ci aiuti a imparare da questa esperienza dolorosa e che ci insegni che l’umanità deve cercare di costruire condizioni di vita secondo Dio, se vuole vivere secondo speranza e pace».

    La cerimonia della comunità ortodossa russa

    Tante le riflessioni fatte da Monsignor Gervasoni: «Questo è un momento un po’ particolare, il nostro primo intento è quello di intercessione e supplica. L’uomo di fede, che crede in Dio, che si colloca all’interno della sua esistenza riconoscendo di averla ricevuta, riconosce con stupore che tutto ciò che esiste viene da Dio. E accoglie con benignità la volontà del signore. La fede è riconoscere che amore di Dio ha creato mondo con sapienza e l’ha affidato all’uomo, perché diventasse testimone di questo amore». Ma, prosegue il Vescovo,

    L’esistenza ci fa incontrare anche cose che non ci piacciono. In questi momenti il nostro senso d’accoglienza del mistero di Dio può vacillare. La preghiera di adorazione diventa quindi di supplica: che il signore ci preservi dal male. Chiediamo al Signore che liberi l’umanità da questo flagello, che non ci lasci soli.

    L’invocazione dell’imam di Vigevano

    Una lezione mutuata dal comportamento di Cristo: «Nel mistero pasquale Gesù ha attraversato la sofferenza con grande atteggiamento di amore, ha accolto come volontà del Padre la sofferenza della croce. Il Signore ci sta chiedendo in questa pandemia di accettare la dimensione della realtà con amore, anche se non la comprendiamo sino in fondo. Gesù nel Getsemani chiede: “Se possibile allontana da me questo calice, ma sia fatta la tua volontà”. La volontà del Padre vale più della vita: e lo capiamo quando vediamo medici e infermieri, che potrebbero stare a casa e invece per salvare gli altri rischiano. Questa è la vera vita. Chiediamo il coraggio: fare per noi la sua volontà sia la vera vita. Vogliamo affidare a lui tutte le persone che stanno soffrendo, tutti coloro che ci hanno lasciato, e la nostra Chiesa, la nostra comunità civile. La preghiera dispone a coraggio, speranza e tenacia».

    Il link al video della diretta

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