12.3 C
Vigevano
venerdì, Marzo 5, 2021
More
    Home Diocesi La rete della Vigevano solidale

    La rete della Vigevano solidale

    Sono più di una trentina le famiglie, e una mezza dozzina le piccole imprese, seguite dalla Caritas per il progetto “Vigevano solidale”, con il quale la Diocesi, grazie a 350mila euro, fa rete insieme a banche, associazioni e fondazioni per aiutare persone e aziende messe in difficoltà dal Covid-19. “Vigevano solidale” è un fondo inteso ad aiutare e sostenere famiglie, artigiani, commercianti e piccole imprese, permettendo loro di superare l’attuale periodo di crisi e di tornare per quanto possibile alla normale conduzione della vita o dell’attività lavorativa. 100mila euro verranno messi a disposizione dalla Diocesi, altrettanti dalla Fondazione Piacenza e Vigevano e da Banca Intesa San Paolo, mentre la Fondazione Banca Popolare di Vigevano parteciperà con 10mila euro e il resto sarà erogato dal Rotary Club Vigevano-Mortara e dall’azienda Stav. Per le famiglie ci sarà un contributo a fondo perduto per tre mesi, per le micro-imprese fino a 5 dipendenti un prestito da 2mila a 15mila euro rimborsabile in 6 anni con un interesse dello 0,40%. Le richieste, anche attraverso le parrocchie della Diocesi, saranno gestite dalla Caritas che le inoltrerà a Banca Intesa.

    Don Moreno Locatelli

    «Abbiamo cominciato l’erogazione dei contributi e qualcuno li sta già spendendo – spiega il direttore della Caritas diocesana, don Moreno Locatelli – E’ importante sottolineare che come riconoscimento istituzionale questo tipo di erogazione non è un contributo-spot ma è caratterizzato da un accompagnamento costante per tre mesi, una forma di vicinanza alle famiglie nella continuità. Stiamo erogando dai 6 ai 10 contributi settimanali non solo a Vigevano, ma anche sul resto del territorio di tutta la Diocesi». Questa settimana verrà costituita la “cabina di regia” con gli enti del territorio (Comune di Vigevano, Piani di zona e Coordinamento del volontariato) «per far sì che non si sprechi, ma nemmeno che nessuno resti indietro, e far sì che chi ha bisogno sia seguito». Anche alcune aziende hanno aderito: «Per adesso ne abbiamo prese in considerazione tre, ma ce ne sono altrettante in attesa di presentare la documentazione. Facciamo un appello ai parroci, che sono il nostro primo punto di riferimento, affinché segnalino alla Caritas quando qualcuno bussa alla porta, abbiano un occhio attento e si facciano prossimi il più possibile». «La pandemia – spiega il vescovo Maurizio Gervasoni, ideatore dell’iniziativa – rischia di generare nuove disuguaglianze e conflittualità sociali. L’improvvisa perdita del lavoro, come anche il crollo del fatturato per un’impresa, vanno ad alimentare un contesto economico che per il nostro territorio si presentava già difficile prima dell’emergenza. Per questo il Fondo punta a creare del “percorsi ponte” che accompagnino i beneficiari a superare le complessità attuali. Per valutare le reali situazioni di bisogno, in coordinamento con la Caritas locale, abbiamo creato una rete di solidarietà che si sviluppa su tutto il territorio della Diocesi».

    Davide Zardo

    POPOLARI

    I canali ufficiali

    1,492FansLike
    79FollowersFollow
    - Advertisement -

    Pubblicità

    Scrivici per informazioni sulle inserzioni, puoi promuovere la tua attività sul sito o sull'edizione cartacea: araldo@edizioniclematis.it