Da Lourdes un pensiero per chi soffre

L’annuale memoria dell’apparizione della beata Vergine Maria a Lourdes, avvenuta l’11 febbraio 1858 è una ricorrenza che porta con sé molti significati e molte emozioni del cuore. Tutti in un modo o nell’altro sono venuti a contatto con questo evento straordinario, attraverso i racconti di parenti e amici o facendo personalmente esperienza del pellegrinaggio a quella Grotta, visitata dalla presenza della Madre Celeste. In ogni casa esiste almeno un segno che richiama la “Bella Signora” e attraverso TV2000 ormai il Santuario tra i Pirenei arriva a domicilio, attraverso la proposta del Rosario serale, seguito particolarmente da anziani e ammalati.

DEDICA Proprio loro infatti sono al cuore del messaggio spirituale dell’apparizione sia per la sorgente d’acqua, fatta sgorgare dalla Vergine per il sollievo delle sofferenze, sia soprattutto per la testimonianza personale della piccola veggente. Bernadette Soubirous ha potuto vivere in prima persona l’esperienza dura e trasformante della Croce, che l’ha accompagnata per tutto il corso della sua vita (portandola quasi in punto di morte poco tempo dopo il suo ingresso in convento). Da questa “posizione privilegiata” ha saputo apprendere l’importanza del servizio ai sofferenti che, come suora della Carità di Nevers, ha vissuto con una prossimità e una condivisione veramente eroiche.

11 FEBBRAIO Il ricordo della sua missione e la testimonianza di tanti che, sul suo esempio, si sono impegnati ad accompagnare i fratelli nella malattia ai piedi della Madonna, ha spinto Giovanni Paolo II a scegliere la data della prima apparizione a Lourdes per la Giornata Mondiale del Malato, celebrata ogni anno in tutte la Chiesa. Scopo di questa iniziativa è proprio sensibilizzare le Comunità al mondo della sofferenza, aiutando ad approcciarsi ad esso con uno sguardo attento alla persona, come luogo dell’azione salvifica di Cristo. La preghiera per gli infermi assume, allora il carattere della condivisione, del “farsi carico” del fratello per offrire consolazione e vicinanza, implorando da Dio il dono della guarigione, ma soprattutto la forza per portare la Croce.

IL FOCUS Ogni anno un tema orienta la celebrazione della Giornata, e stimola una riflessione a partire dalla Parola di Dio. Per questa XXXII edizione è stato scelto il passo del Vangelo di Giovanni con il racconto della guarigione del paralitico alla piscina di Betzatà. Partendo dal versetto «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina» (Gv 5,7), che riporta il rammarico dell’uomo infermo per non poter accedere alla fonte considerata curativa, l’Ufficio nazionale per la salute della Cei propone alcune provocazioni sul diritto universale di accesso alla cure, spaziando non tanto sull’aspetto politico e sociale della questione, ma stimolando le Comunità ad essere “strumenti e veicoli” di cura del fratello, attraverso il quale l’attenzione di Dio lo raggiunge e lo solleva.

don Carlo Cattaneo

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