Il pasto a scuola tra conferme e novità      

Con l’avvio del nuovo anno scolastico torna anche il tema delle mense nelle scuole primarie. Un servizio che coinvolge famiglie, istituti e Comune e che, anche quest’anno, si presenta nel segno della continuità, senza particolari novità sul fronte delle modalità di iscrizione e di fruizione. Accanto al pasto fornito dal servizio mensa, resta inoltre in alcune scuole la possibilità di consumare il pasto portato da casa.

IL PUNTO DEI DIRIGENTI A fare il punto sono i dirigenti scolastici degli istituti del territorio. Per l’Istituto comprensivo di piazza Vittorio Veneto, la dirigente Anna Miracca rassicura sulla regolarità del servizio: «Funzionano come sempre: le richieste vanno fatte al Comune, non mi risulta che nulla sia cambiato». E aggiunge: «Non mi risulta neppure che ci siano problemi in merito». Indicazioni analoghe arrivano dall’Istituto comprensivo di viale Libertà. La dirigente Giovanna Montagna spiega che il servizio partirà il 21 settembre, dopo la prima settimana caratterizzata dall’orario ridotto. «È uscita ieri la circolare sulla mensa poiché la settimana prossima facciamo la mezza giornata», precisa. Per le famiglie è prevista una doppia possibilità: aderire al servizio mensa oppure scegliere il pasto domestico. «Per tutti i genitori è possibile scegliere se avvalersi del servizio mensa oppure portare il pasto da casa, rispettando il regolamento approvato dal consiglio d’istituto», spiega Montagna. Il regolamento, precisa la dirigente, punta a garantire un’alimentazione corretta: «Un panino, un frutto e una bottiglietta d’acqua o un succo di frutta, niente cibo spazzatura».

CONTINUITÀ Sul fronte organizzativo, Massimo Camola sottolinea invece la continuità delle procedure. «Le procedure di iscrizione telematiche si sono svolte secondo le medesime modalità già consolidate lo scorso anno scolastico», spiega, evidenziando come si tratti ormai di un sistema conosciuto dalle famiglie. In questa fase, aggiunge, «l’impegno prioritario dell’Istituto si concentra sugli aspetti organizzativi e logistici», con particolare attenzione agli spazi destinati alla refezione. Un’attenzione che riguarda sia gli alunni che usufruiscono del pasto fornito dalla ditta incaricata, sia quelli che portano il cibo da casa. Per il dirigente, la mensa rappresenta anche un momento educativo. Resta il tema dei costi per le famiglie. Camola esprime «rammarico per la necessità di operare un maggiore supporto alle famiglie», che in alcuni casi scelgono il pasto domestico proprio per contenere la spesa.

SCELTE DIVERSE Sul territorio, Gabriele Sonzogni illustra infine il funzionamento del servizio nei plessi di Tromello e Gambolò. «I genitori procedono all’iscrizione al servizio mensa tramite l’apposito portale della ditta che gestisce il servizio», spiega. Attraverso un’applicazione le famiglie possono inoltre comunicare presenze e assenze dei figli. A Tromello, dove il tempo mensa è facoltativo, «la maggior parte dei 145 alunni usufruisce del servizio». A Gambolò, invece, la situazione è diversa perché la scuola primaria funziona a tempo pieno e «il tempo mensa è obbligatoriamente trascorso a scuola». Da alcuni anni è comunque prevista la possibilità del pasto domestico, consumato all’interno dell’edificio scolastico. «Nei primi due anni di attivazione, circa il 25% dei 380 alunni frequentanti ha scelto questa opzione», conclude Sonzogni. Ora c’é attesa del dato definitivo. 

La nutrizionista: «Il menù ideale in assoluto non esiste: no alla rigidità e via libera alla varietà» 

Mensa scolastica: come si compone il piatto davvero bilanciato e quali regole seguono le nostre scuole? Tra il falso mito del pasto perfetto e le nuove direttive regionali, la parola passa all’esperta. «Il menù ideale in assoluto non esiste: no alla rigidità e via libera alla varietà», premette la biologa e nutrizionista Laura Zambruno. Il punto di riferimento sul territorio è rappresentato dai Piani dietetici di base sviluppati dalla Struttura complessa igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Ats di Pavia. Si tratta di uno strumento operativo rivolto a Comuni, dirigenti scolastici e aziende di ristorazione per orientare la corretta gestione dei pasti degli studenti di ogni ordine e grado.

RISTORAZIONE AVANTI A partire dall’anno scolastico 2026-2027, la ristorazione scolastica compie un ulteriore passo in avanti. Le raccomandazioni su grammature, frequenze di consumo e qualità delle materie prime si adegueranno alle recenti “Linee di indirizzo per la ristorazione scolastica – Regione Lombardia”, introdotte con la deliberazione della giunta regionale numero XII/6059 del 27 aprile 2026. Per illustrare l’applicazione pratica di queste norme negli istituti del territorio, è stato anche realizzato un breve video esplicativo in formato MP4, consultabile tramite i canali istituzionali dedicati.

CRITERI PRECISI Queste direttive si traducono in criteri precisi, ma flessibili nella composizione quotidiana dei piatti. Come sottolinea la dottoressa Zambruno, «il cibo deve essere il meno lavorato e sofisticato possibile, ponendo al centro la frutta fresca e la verdura di stagione. Primi e secondi piatti ruotano costantemente durante la settimana, garantendo ad esempio una presenza ridotta della carne a favore di altre fonti proteiche. Inoltre, porzioni e grammature vengono modulate in base all’età degli alunni. La programmazione non impone uno schema rigido, ma lascia spazio ad alternative varie e a giornate speciali, come l’immancabile appuntamento con la pizza, offrendo un ventaglio di opzioni sicure e bilanciate senza rinunciare al gusto». 

Isabella Giardini 

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