Suore Maddalene, arriva una nuova superiora

Passaggio di consegne per le suore Maddalene. Il convento vigevanese di corso Genova in questi giorni ha vissuto un cambiamento: in attesa di altre consorelle e della nuova superiora, che prenderà il posto di suor Rosalba Zambonetti, sono arrivate l’eritrea suor Hiwet e suor Alessandra dal Messico, portando con sé accenti lontani.

NUOVA SUPERIORA La loro missione dovrebbe essere quella di accompagnare il convento in una delicata fase di transizione dopo che, nel marzo 2024, la Congregazione delle Figlie di Gesù Buon Pastore – comunemente chiamate Maddalene – ha disposto dalla direzione generale di Piacenza la chiusura della sede ducale. La nuova superiora sarà di fatto estranea alle dinamiche vigevanesi e sarà chiamata a gestire l’evoluzione futura della presenza delle suore in città.

LA SITUAZIONE Le motivazioni della chiusura, comunicate dalla madre generale suor Franca Barbieri al vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni, erano la «situazione di salute e di età delle sorelle» e «il calo di vocazioni». Criticità che permangono anche oggi. La Diocesi e la Congregazione avevano avviato un dialogo, che il 19 aprile aveva portato a un primo incontro ufficiale a Piacenza. In tale circostanza la madre generale, esprimendo riconoscenza alla Diocesi e alle istituzioni civili per l’attenzione dimostrata alle Maddalene, confermava la decisione:

La dinamica della vita consacrata, l’età avanzata, il calo di vocazioni, il riprogrammare delle attività della Congregazione nella sua globalità chiedono di intervenire per preservare la salute e la vita di comunità di queste sorelle.

CARISMA In attesa dei passi futuri, che sono una prerogativa della Congregazione in completa autonomia dalla Diocesi, la particolare vocazione delle Maddalene a Vigevano potrebbe continuare a manifestarsi concretamente con la collaborazione catechistica in ambiti parrocchiali, la visita ai quartieri più fragili, l’incontro quotidiano con i cittadini stranieri che abitano la città e spesso restano ai margini, la consegna di alimenti ai poveri, il convitto femminile, l’ospitalità alle liturgie degli ortodossi romeni, la comunità di Madre Amabile. Quest’ultima a dire il vero già da tempo (ovvero da quando è stata costituita la Fondazione nel 1992) è un’entità a se stante, mentre il sito della Congregazione fa riferimento solo al pensionato e alla distribuzione di viveri.

Davide Zardo

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