Vigevano divorzia dalla Lega. Dopo 16 anni finisce l’idillio tra il partito di Salvini e la città ducale, che è stata governata per quattro mandati consecutivi dal Carroccio. Al ballottaggio vanno Rossella Buratti, prima, e Paolo Previde Massara, secondo, ma mai come in questo caso potrebbe valere il detto che “chi entra papa in conclave, ne esce cardinale”: il centrosinistra, tutto unito come mai nella storia della Prima Repubblica, ha raggiunto un risultato in qualche modo storico (in termini percentuali dal 1993 è il secondo risultato, dietro a Bonecchi quando vinse le elezioni) ma questo potrebbe rappresentare anche la sua massima espansione, viceversa Previde Massara è il vincente nella lotta fratricida interna al centrodestra e al secondo turno per lui si aprono praterie a destra in cui provare a scorrazzare per ottenere voti da chi al primo turno ha votato Ghia o Suvilla. Con apparentamento o senza (con Suvilla sembrerebbe possibile, ma da entrambe le parti per ora si negano contatti), Vigevano resta una città di destra: in politica i voti non si sommano, ma gli schieramenti di centrodestra e destra equivalgono a circa il 60% dei consensi; se si fossero presentati insieme qualcosa avrebbero perso, ma la differenza sarebbe rimasta siderale rispetto al centrosinistra, tanto da chiudere la partita al primo turno.
EFFETTO VANNACCI A proposito di destra, proprio Suvilla, oltre a Previde e Buratti, è il terzo vincitore di questa contesa. La visita di Roberto Vannacci ha lasciato il segno e lo aveva chiarito il coordinatore del nord-ovest Luca Sforzini: «In tutta Italia il generale Roberto Vannacci ha scelto un solo luogo nel quale muoversi personalmente a sostegno di un candidato alle elezioni amministrative: Vigevano». Una presenza che ha fatto da volano a una proposta di destra-destra alternativa alla coalizione Lega – Fratelli d’Italia – Noi Moderati e che si è imposta come terzo partito della città. Decisivo l’affaire dei candidati della comunità islamica, che è stato cavalcato all’inizio proprio dalla stessa Lega (il comunicato che ha fatto esplodere il caso nazionale è arrivato dal Nazionale della Lombardia, seguito dalla bocciatura di Salvini in persona) e ha aperto la strada alla venuta del “Generale” in Piazza Ducale davanti a un pubblico di circa 500 persone che preannunciava un buon esito elettorale. A essere determinante è stato soprattutto il post sui social di Hussein Ibrahim, che iniziava con una formula d’augurio abbastanza consueta nel mondo islamico («nel nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso […]»), ma quanto meno indigesta a un elettorato conservatore.
PD BENE, MA… A urne chiuse si delineano anche i rapporti di forza tra i partiti, ma sarà solo il ballottaggio a stabilire se si trasferiranno dai seggi al nuovo consiglio comunale. Esemplare il caso del Pd, che è il primo partito con il 15.2% dei voti, un risultato mai raggiunto a Vigevano da quando esiste; eppure questa buona prova elettorale si trasformerà in un numero rilevante di consiglieri solo in caso di vittoria di Buratti: così fosse sarebbero 8 i dem a sedere in aula, ma se a prevalere dovesse essere Previde la truppa si ridurrebbe a 3 membri, probabilmente 2 per l’ingresso di Buratti in quanto il candidato sindaco sconfitto è il primo eletto della coalizione che lo sostiene (e pare difficile che prenda l’unico seggio che spetterebbe al Polo Laico in questo scenario). Con 2 consiglieri la rappresentanza sarebbe addirittura minore di quella nella consiliatura uscente, in cui poteva contare su 4.
GLI ALTRI PARTITI Al secondo posto Forza Italia con il 13.9%, al terzo per un soffio Vigevano Futura con l’11.59% contro l’11.4% di Fratelli d’Italia. Bene anche Lab27029, la civica che sostiene Previde e che ha raggiunto il 9.3%, tutto sommato buona la performance del Polo Laico, che arriva al 6.8% e tiene rispetto a sei anni fa, quando corse con un proprio candidato sindaco (e fece l’8.1%). Crolla invece la Lega, che è al 9.6% quando sei anni fa conquistava il 27%; i voti passano da 6525 a 2167, 4358 consensi in meno sono un’emorragia che è anche un messaggio politico difficilmente equivocabile. Restano fuori dal consiglio Righi (4.8%, nel caso di vittoria della Buratti il seggio sarà sfumato per soli 3 voti) e Lovati, la cui lista si ferma sotto lo 0.9% con 193 consensi totali.
BURATTI SINDACA… Qualora il centrosinistra dovesse assicurarsi anche il secondo turno, nella maggioranza il Pd avrebbe 8 consiglieri, il Polo Laico 3, uno a testa per M5S, Alleanza Verdi Sinistra, Vigevano SiCura, Vigevano Bene Comune e solo Casa Riformista rimarrebbe esclusa, invece la minoranza si comporrebbe con 2 seggi ciascuno a Lega, FdI, Fi, Vigevano Futura e 1 per Lab27029. I consiglieri eletti, al netto di incarichi in giunta o in altri enti come Asm, sarebbero per il Pd Spissu, Vassori, Bertucci, Tartaglia (la cui professione tuttavia è incompatibile con l’incarico di consigliere), Carnevale Schianca, La Corte, Gorini, Bonomi, per il Polo Laico Bellazzi, Motta, Sala (Alessio), per Avs Tonin, per M5S Baldina, per le altre civiche Bressani, Casati. In opposizione entrerebbero per la Lega Riccardo Ghia e Sala (Andrea, ma il ruolo è incompatibile con l’incarico di consigliere regionale, quindi si aprirebbero le porte per Marzia Segù), per FdI Iozzi e Zangirolami, per Fi Cassese e Demarziani, per Vigevano Futura Furio e Patrizia Suvilla, per Lab27029 Previde Massara.
…PREVIDE SINDACO Al contrario se dovesse vincere Previde Massara la maggioranza vedrebbe 9 scranni per Fi e 6 per Lab27029, la minoranza 3 per il Pd, 2 ciascuno per FdI e Vigevano Futura, 1 ciascuno per Lega e Polo Laico. Gli eletti “di governo” sarebbero – sempre al netto di incarichi – per Fi Cassese, Demarziani, Battanello, Ahmed, Giargiana, Di Pietro, Piani, Manzella, Cuccarese, per Lab27029 Brigliadori, Primiceri, Restelli, Labagnara, Verza, Zatti, per la minoranza la Lega si ridurrebbe al solo Ghia, FdI e Vigevano Futura confermerebbero quanto scritto sopra per la vittoria del centrosinistra, il Pd porterebbe di sicuro Spissu e Vassori, ma Bertucci – da quinto più votato tra tutti i candidati – rischierebbe il posto a favore di Buratti perdendo anche il ruolo di consigliere provinciale, per il Polo Laico resterebbe Bellazzi.
ASSOLUTI E ASTENUTI Fin qui il commento a quel che c’è stato, ma occorre guardare anche quello che manca visto che hanno votato 2416 vigevanesi in meno rispetto al 2020, l’8.8% dell’elettorato è evaporato ed è arduo pensare che si paleserà per magia tra una settimana per il ballottaggio. L’aumento dell’astensione ha toccato quasi tutti i partiti che erano presenti anche sei anni fa, i quali oggi hanno visto erodersi il bacino elettorale in termini di consensi assoluti. Della Lega si è già detto, ma poi la flessione ha riguardato di più paradossalmente il centrosinistra: il Pd è la prima lista ma perde 403, il M5S passa da 1518 a 604, il Polo Laico da 1958 a 1542, FdI cresce ma di poco, da 2530 a 2587 voti, chi conosce l’incremento maggiore sono Forza Italia, da 2336 a 3156, e Vigevano Futura, da 641 a 2629.
NULLE E DISGIUNTO Sono rimaste stabili invece le schede nulle, 482, sono diminuite le bianche, 132, interessante osservare le prestazioni dei candidati sindaco rispetto alle liste che li sostenevano: Buratti ne ha presi 629 in più della coalizione (+8.1%), Previde 693 (+13.1%), Ghia è l’unico a prendere meno consensi delle liste (-1.9%), Suvilla 441 (+14.5%), Righi 69 (+6.4%), Lovati (+19.7%, ma su numeri molto bassi).
Giuseppe Del Signore




