Osservatorio 28-08 / Il tempo della speranza

Non dovrà più essere il tempo delle polemiche, non dovrà più essere il tempo delle incertezze e non dovrà più essere il tempo della paura. Non sarà un decreto governativo e nemmeno le linee guida cui ci siamo abituati giustamente a confrontarci, ma dovrà inevitabilmente essere il tempo delle responsabilità.

Dopo la stagione estiva bisogna “ripartire” non semplicemente rispettando regole o programmando progetti capaci di “ricostruire” i diversi tessuti sociali ed economici, ma soprattutto prendendo sul serio il senso di responsabilità, al quale nessuno dovrà sottrarsi

“Responsabilità” non solo per osservare tutte le norme di sicurezza e mettere le mascherine, ma soprattutto per ritrovare un modo autentico di vita, ciascuno portando tutto quello che può per dare il via alla fase decisiva, non solo per sconfiggere il virus, ma soprattutto per “ricostruire” diversi “mondi” della vita sociale, economica, religiosa.

Ciascuno dovrà essere responsabile nei diversi ambiti della sua vita e dei propri ruoli. Una responsabilità che “impegna” ciascuno nei propri ambiti, facendo il proprio dovere, senza sottrarsi ai compiti e alle responsabilità affidati.

Pensiamo ai medici e agli infermieri della “fase1”. Nessuno si è sottratto, nessuno ha portato un certificato per stare a casa, rischiando con la loro stessa vita

E smettiamola di criticarci a vicenda sui social, per le mascherine, gli assembramenti e cose simili. Certamente, sono indispensabili, nessuno può sottrarsi a questo, ma nello stesso tempo nessuno, con il proprio lavoro, il proprio impegno, il proprio tempo, può sottrarsi al “dovere” di “ricostruire”, tutti insieme!

Uno degli ambiti che diventeranno inevitabilmente “misura” di come la società di oggi possa davvero “ripartire” con fiducia sarà certamente quello della scuola, dove si incontrano tutti i “mondi” della società.

Fallire sulla scuola vuol dire fallire davvero di fronte al virus

Osservatorio 28-08 croce dipinta

Quindi anche qui smettiamola coi banchi con le rotelle o le uscite scaglionate, ma “buttiamoci” con serietà per ricostruire una scuola che forse era malata prima ancora della pandemia.

Vogliamo accompagnare questa nostra “esortazione” con le parole che proprio mercoledì scorso Papa Francesco ha pronunciato durante l’udienza generale, invitando tutti a essere «portatori di speranza», «per passare dal tempo dell’incertezza al tempo della speranza, quella che viene da Cristo».

Dep

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